Ministero della Salute: “Medici, scrivete meglio”

di Alessandro Pignatelli –

Addio alla cattiva grafia dei medici, diventata però ormai storica. Da oggi, le ricette scritte a mano dovranno essere in stampatello, ci dovrà essere uno spazio tra il farmaco e l’uso, niente abbreviazioni, sigle o acronimi, numeri arabi e non romani, no alle prescrizioni verbali o alle indicazioni terapeutiche via telefono, principio attivo scritto per esteso.

Le raccomandazioni per medici e farmacisti sono comparse sul sito del ministero della Salute. Una vera e propria rivoluzione per i camici bianchi. Costretti ora a usare la bella grafia e a non utilizzare sigle. Raccomandazioni che probabilmente fanno seguito pure a uno studio americano: il 4,7% degli errori medici sarebbe infatti dovuto all’uso di abbreviazioni difficili da capire.

La raccomandazione è stata inviata alle Regioni dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute. Saranno queste a dover informare i medici, quelli ospedalieri, di famiglia e i pediatri. “Gli errori conseguenti all’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli possono interessare tutte le fasi di gestione del farmaco, in ospedale e sul territorio. Una brutta grafia può rendere difficile la comprensione di una prescrizione e causare errori nella dispensazione di una terapia farmacologica”.

I consigli da parte del Ministero non mancano: “In caso di scrittura a mano, è necessario usare lo stampatello. Ridurre al minimo l’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli e, comunque, farne un elenco ufficiale. Scrivere per intero il nome dei principi attivi, usare i numeri arabi e non quelli romani. Mettere il punto prima dei tre zeri delle migliaia”. Naturalmente, l’invito forte è anche a passare alle prescrizioni informatizzate, dove gli errori si riducono al minimo. Già molti medici di famiglia si sono organizzati, ma tanti altri non l’hanno fatto. Un altro ‘ordine’ per i medici è non scrivere ‘un cucchiaino’ o ‘un misurino’. Così come ‘al bisogno’. Ma di seguire la posologia del farmaco.

Quello che è sicuro è che sta per finire definitivamente nel cassetto la definizione: “Scrivi come un medico”. Per indicare qualcuno con la grafia orribile, illeggibile. Qualcuno in grado di leggersi da solo. Sempre che ci riesca, altrimenti dobbiamo concludere che è un asino di natura.

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