Che bello il Natale africano

di Antonella Lenge –

Ebbene sì, lo ammetto: anche quest’anno il clima natalizio mi ha completamente rapito.

Emozionatamente persa nella suggestiva atmosfera delle luminarie che scalda la gelida aria, nella meraviglia dei bambini che sognano Babbo Natale e nella ricorrente magia dei canti natalizi (sempre quelli, ma sempre belli) mi sono chiesta cosa si faccia nelle altre parti del mondo quando qui sembra che tutto giri attorno alla festa più consumistica dell’anno.

Mi hanno piacevolmente sorpreso le risposte dei miei amici, provenienti da diversi Stati dell’Africa,  e, ancora una volta, ho riflettuto su quanto possa arricchirci confrontarci con le altre culture.

Il Natale nigeriano di Justice ed Helen è un’esplosione di colori ma è soprattutto molto profondo: le Chiese organizzano attività spirituali, si acquistano nuovi vestiti, vengono preparati cibi particolari, ci si scambia regali ma soprattutto si condivide.

Justice dice che il Natale è un periodo di “get together”, Helen preferisce chiamarlo “family event”: la gente torna presso il proprio villaggio per ritrovare vecchi amici e parenti che non si vedono da tanto tempo; è un momento di riunione, di ritrovo, di generosità.

L’immagine del Natale senegalese di Youssou è calda come un abbraccio che avvolge tutti, senza distinzione di razza o di religione: nonostante la percentuale di cristiani sia pari al 5%, festeggiano tutti insieme, grazie a un pacifico dialogo islamo-cristiano. Fuochi d’artificio scoppiettano per le vie e i bambini aspettano il loro benevolo Babbo Natale.

Il vecchio generoso barbuto troneggia anche nei sogni dei bimbi della Costa d’Avorio, di cui mi parla Marius. Lì il Natale è la festa in cui i grandi organizzano la cena di gala mentre i giovani organizzano un’uscita in discoteca.

Quando ho deciso di intervistare sul Natale persone provenienti dall’Africa, mi aspettavo l’immagine di una festa modesta, quasi inesistente.

Quel che ho trovato invece, è che a strade prive di luminarie stratosferiche fa eco una enorme festa dell’animo, da cui dovremmo prendere tutti esempio.

Forse se limitassimo un po’ gli addobbi e puntassimo maggiormente sulla qualità del tempo passato insieme ai nostri affetti, penso che potremmo vivere uno dei Natali più belli e sorridenti della nostra vita.

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