Schumacher: il ritorno del re tra i vivi?

di Deborah Villarboito –

È incredibile come una cosa che ci dovrebbe fare tanto bene e per cui dedichiamo la vita, spesso e volentieri sia motivo di traumi gravi.

Lo sport fa bene, ma bisogna maneggiarlo con cura, soprattutto perché il nostro corpo ne è lo strumento principale. A volte l’ironia della sorte è davvero sarcastica. Se facciamo una ricerca un po’ più approfondita troviamo diversi casi di atleti “tornati indietro” da stati comatosi. Prima su tutti, il regalo di Natale per molti tifosi di Formula 1: Michael Schumacher non sarebbe più costretto a letto, nè avrebbe bisogno di macchinari per rimanere in vita. A rivelare le indiscrezioni sulla vita del sette volte campione di F1, coinvolto in un incidente cinque anni fa mentre sciava in Francia, il 29 dicembre 2013, che gli provocò gravi danni cerebrali, è il britannico ‘Daily Mail’ secondo cui l’ex campione mostrerebbe segnali di miglioramento. Accudito da uno staff medico di 15 persone nella sua villa di Gland in Svizzera, vicino al lago di Ginevra, in un’ala appositamente attrezzata per il trattamento, Schumi starebbe seguendo cure infermieristiche e terapeutiche estensive, per un costo stimato in 55mila euro la settimana. Circondato dal più assoluto riserbo e con pochissime notizie che filtrano col contagocce tramite la moglie Corinna o la storica portavoce Sabine Kehm, secondo il tabloid Schumacher avrebbe un peso normale e non dipenderebbe più dalle macchine. Indiscrezioni che confermerebbero quanto affermato di recente da Jean Todt, suo ex capo ai tempi della Ferrari, che ha fatto sapere di aver visto il Gran Premio del Brasile con lui. L’ex pilota sarebbe, insomma, a conoscenza di ciò che sta accadendo intorno a lui e sarebbe in grado di interagire con le persone che gli sono accanto. Per ora nessuna nota ufficiale in merito, solo i progressi che aveva già dimostrato nel 2016, quando era stato dimesso da Grenoble. Quest’anno però sono stati accertati ben più casi di “risvegli” tra gli atleti.

A Siena il 3 maggio scorso è stata resa pubblica la notizia del risveglio del ciclista ventiduenne di origine polacca Cezary Grodzicki, che dopo la sua rovinosa caduta durante la seconda tappa di “Toscana Terra di Ciclismo – Eroica” è stato mantenuto in coma farmacologico dai medici: ha aperto gli occhi e pronunciato qualche parola, e si ricordava il momento della caduta. Ad agosto, Abdelhak Nouri si è risvegliato dal coma dopo oltre un anno ed ha riconosciuto i familiari comunicando con loro a gesti. L’ex calciatore dell’Ajax, durante un incontro del club olandese, l’8 luglio del 2017, è crollato a terra a causa di un’aritmia cardiaca. Fu curato, ma una volta uscito dal coma farmacologico gli fu diagnosticato un danno cerebrale grave e permanente. Sempre a Maggio, Sir Alex Ferguson si è risvegliato, è uscito dal coma con segnali di miglioramento, dopo l’operazione per un’emorragia cerebrale alla quale era stato sottoposto al Royal Hospital di Salford. L’ex tecnico del Manchester United, oggi 76enne, avrebbe infatti parlato con familiari e amici al suo fianco in ospedale. Tornando indietro allo scorso anno, un altro caso, ma in Italia: la pugile Francesca Moro è uscita dal coma nel marzo 2017.

Per un malore aveva perso conoscenza dopo la semifinale del torneo nazionale femminile di Chieti: la 25enne veneziana dell’Union Boxe Mestre era stata ricoverata all’ospedale di Pescara. Si è risvegliata, dopo essere stata operata, passando dal reparto di Rianimazione a quello di Neurochirurgia. Un altro pugile, questa volta inglese, Nick Blackwell è uscito dal coma nel 2016, ma ci era già stato prima. Si è svegliato dopo esserci entrato a seguito dell’intervento chirurgico a cui era stato sottoposto per ridurre un gonfiore al cervello causato da alcuni problemi dopo una sessione da sparring partner. Una sessione d’allenamento segreta, o in qualche modo tenuta nascosta fino alla notizia dell’operazione, visto che Blackwell avrebbe dovuto evitare di tornare a fare attività pugilistica avendo avuto gravi problemi pochi mesi prima.

Il boxeur 26enne era finito già in coma, indotto, a seguito dei colpi ricevuti in quello che è stato a tutti gli effetti il suo ultimo incontro in carriera, quello contro Chris Eubank Junior. Un episodio in cui si riuscì ad evitare il peggio forse soltanto grazie all’intervento del padre, e allenatore, di Eubank Jr, salito sul ring per convincere il figlio a non infierire su Blackwell, che non vedeva più dall’occhio sinistro e crollò al tappeto riportando infine un’emorragia cerebrale. Oggi ha ripreso conoscenza. Tante storie di “risvegli” che lasciano ben sperare anche in un ritorno, almeno per un saluto, del re in rosso della Formula 1.

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