“La donna che gioca a calcio? Mai. È il volere di Satana”

“Le donne che giocano a calcio? Sono contro natura”. “Io non farò mai il volere di Satana, non aprirò mai il mio club al calcio femminile”. Sono le frasi shock di George Becali, proprietario della Steaua Bucarest, grosso modo la Juventus di Romania. Frasi che naturalmente fanno rumore, dividono e paiono sprezzanti nei confronti della donna in generale. Quasi che fossimo tornati indietro al Medioevo.

Tutto nasce dalla possibilità che la Uefa obblighi tutti i club di calcio ad avere anche il settore femminile. Il presidente della squadra campione d’Europa 19986 non ci sta e lo fa sapere in modo rude, in pieno stile machista: “Se la Uefa obbligherà tutti i club ad avere una squadra femminile, io lascerò il mondo del calcio”. Uno potrebbe dire: pazienza, faremo a meno di te. Il problema è che la famiglia Becali è molto influente. Annovera nelle sue fila mediatori, agenti, proprietari di squadre di calcio; un impero che ha conquistato l’Europa attraverso la procura di molti calciatori di successo.

Eppure, le frasi dette da Becali paiono pronunciate da chi arriva da un’altra era: “Le donne possono praticare altri sport come il basket o la pallamano, ma non sono fatte per giocare a pallone: non hanno il fisico adatto, è una cosa contro natura”. Insomma, avete presente il motto ormai desueto, ‘Il calcio non è sport per signorine?’. Ecco, siamo lì. Con la differenza che nel frattempo la donna si è emancipata e pratica tutte le discipline sportive. Dalla pallavolo al tennis, dal golf al nuoto, dalla pallacanestro alla pallamano, dallo sci al calcio. Ci sono fior fiore di campionesse che non sfigurerebbero al cospetto dei maschietti.

L’intervista di Becali è andata in onda su ‘Pro Tv’. E la seconda parte lascia ancora più interdetti: “Come tutte le persone di questo mondo ho commesso dei peccati nella mia vita, ma non farò mai il valore di Satana contro le forme che Dio ha dato alle donne per attirare l’uomo”. Scusi, potrebbe ripetere? La religione ora che c’entra? Satana? Dio? Le forme? Pantaloncini e maglietta forse potranno anche coprirle – e non come nel beach volley e nella pallavolo lasciar poco spazio alla fantasia – ma questo che c’entra con lo sport? L’uomo, quindi, non dovrebbe praticare quelle discipline che coprono allo stesso modo le forme create per attirare la donna? Sì, perché signor Becali, l’attrazione è reciproca solitamente. O siamo ancora all’idea che sia la donna ad attirare, ad attrarre, a costringere l’uomo al peccato, al provocarlo? No, perché poi da qui è facile scivolare nella frase: “E’ stata stuprata perché aveva il perizoma, dunque è colpa della donna”.

Caro signor Becali, la donna che sta tra i fornelli – perché probabilmente è questo che vorrebbe facesse esclusivamente – con tanto di grembiule e cuffia per non rovinare i capelli è forse in grado di sprigionare fascino? L’uomo che l’aiuta nei lavori domestici è forse meno virile se, per cucinare il sugo, indossa un grembiule?

A mio modesto avviso, siamo alla follia. Al sessismo spacciato per religione. La parità di genere e di diritti, con tanti Becali in giro per il mondo – e ce ne sono, badate bene – sarà difficile. Sempre. Ora attendiamo una replica altrettanto forte dal mondo femminile, magari un bel #metoo da parte delle calciatrici. Che certo potranno sprigionare fascino ed erotismo pure inseguendo un pallone. Ma che, soprattutto, hanno il diritto di correre dietro alla palla se è il loro sogno. Così come lei ha il diritto di esprimere la sua opinione, per carità, e – spero – di essere deriso da qui all’eternità.

di Alessandro Pignatelli

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