L’infermiera ‘angelo delle bambine’ è di Suzzara

Una volta è una coincidenza, due no. Così, un’infermiera di Suzzara, cittadina in provincia di Mantova, per il secondo Capodanno consecutivo si è trovata a far nascere una bambina in casa. Tanto da venire soprannominata la “cicogna di Suzzara”. Una sorta di leggenda che, però, è realtà. Tanto che la stiamo raccontando. Partendo dalla cronaca.

È la notte tra il 30 e il 31 dicembre del 2018 quando l’infermiera viene chiamata per assistere in casa una donna che sta per partorire. Il tempo per andare in ospedale non c’è. La bambina nasce, la voce di sparge, arriva ai giornali. Non tanto per il caso in sé, come dicevamo, ma perché la stessa notte del 2017, sempre a Suzzara, era accaduta la stessa cosa. L’infermiera aveva assistito in casa una partoriente.

Lei è Debora Deganello, a parlarne è ‘Il Giorno’. Entrambe le volte, sono stati due fiocchi rosa da appendere al portone di una casa di Suzzara. L’ultima si chiama Arwa, sta bene così come la sua mamma. Adesso, visto che non c’è due senza tre, bisogna solo attendere la notte del 30 dicembre prossimo. Debora indosserà il super costume da infermiera e si trasformerà di nuovo nell’eroina di Capodanno.

Certo, a giocare un ruolo fondamentale non è stato solo il caso, nel senso che la donna era di turno sia l’anno scorso sia questo. Forse si farà mettere di turno anche il prossimo 30 dicembre, sempre di notte, sperando magari in un’altra chiamata per aiutare una mamma ad abbracciare la sua neonata. Così da trasformare la leggenda in mito. Per adesso, più prosaicamente, l’Azienda sanitaria regionale emergenza urgenza lombarda, si è limitata a raccontare la coincidenza: “La particolarità è che la stessa infermiera, nella stessa notte dello scorso anno, alla stessa ora e nella stessa città, era stata chiamata per aiutare un’altra donna che stava per partorire in casa e, anche in quel caso, aveva fatto nascere una bambina”.

Bello, bellissimo. Debora Deganello magari neanche la vorrebbe tutta questa notorietà perché si è limitata a fare il suo lavoro. Ma se la merita. Un po’ come giocare due volte lo stesso numero alla roulette e vincere due volte di fila. Il fato ci ha messo del suo, questo è innegabile. Qualche angelo dal cielo ha deciso che le ali dovevano essere questa volta dell’infermiera. E che dovevano portare direttamente dal paradiso in una casa, presa per mano, la piccola Arwa.

di Alessandro Pignatelli

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