Calcio: la scia di sangue dal 1963 a oggi

di Alessandro Pignatelli –

Ventiquattro morti, 24 tifosi uccisi dalla follia da stadio. Dal 1979, quando Vincenzo Paparelli viene ucciso da un razzo lanciato dalla curva romanista verso quella laziale durante il derby capitolino. In realtà, la storia si potrebbe aprire anni prima, il 28 aprile del 1963: allo stadio ‘Vestuti’ si gioca Salernitana-Potenza, decisiva per la promozione in serie B. Per un rigore non dato ai padroni di casa, c’è l’invasione di campo, il parapiglia, un poliziotto spara un colpo in aria, ma il proiettile raggiunge Giuseppe Plaitano, 48 anni, tifoso salernitano, che perde così la vita.

Potrebbe rimanere un caso isolato, invece – come detto – il 28 ottobre 1979 abbiamo il primo tifoso morto per mano di altri tifosi. E’ un 18enne a lanciare il razzo assassino dalla Curva Sud quando manca un’ora al calcio d’inizio; prende in piena faccia Paparelli. Morirà in ospedale poco dopo per le lesioni gravissime riportate. L’8 febbraio 1984 si gioca il derby friulano Triestina-Udinese, Coppa Italia. Scoppiano gravi incidenti, la polizia interviene. Negli scontri muore il tifoso triestino Stefano Furlan: gravi lesioni cerebrali causate probabilmente dalle percosse ricevute dalla polizia.

Sempre nel 1984, ma nella stagione calcistica successiva, il 30 settembre è il tifoso del Milan Marco Fonghessi a morire, accoltellato da un altro supporter del Milan dopo essere stato scambiato per un fan della Cremonese. Fonghessi stava reagendo contro chi gli aveva tagliato le gomme dell’auto. Il 9 ottobre del 1988 si scontrano le tifoserie rivali di Ascoli e Inter al termine del match del ‘Del Duca’. Un 32enne fan bianconero viene gravemente ferito e morirà in ospedale: si chiamava Nazzareno Filippini. Il 4 giugno 1989, una ventina di tifosi del Milan, prima della sfida alla Roma, cercano di aggredire quattro giallorossi. Ha la peggio il 18enne Antonio De Falchi, che muore durante la fuga, stroncato da arresto cardiaco.

Passano due settimane e contiamo un altro agguato. È il 18 giugno 1989, si gioca il derby dell’Appennino tra Fiorentina e Bologna. I tifosi viola tendono un vero e proprio agguato al treno che trasporta i tifosi avversari. Una molotov esplode dentro un vagone e provoca il ferimento di due tifosi bolognesi, tra cui Ivan Dall’Oglio, 14enne, che rimane irrimediabilmente sfigurato al volto. Il 10 gennaio del 1993, al termine di Atalanta-Roma, il tifoso nerazzurro Celestino Colombi, 42 anni, muore stroncato da un infarto dopo essere rimasto coinvolto casualmente nelle cariche della polizia.

Il 30 gennaio del 1994, aggredito da tifosi del Messina al termine della gara con il Ragusa, il 22enne Salvatore Moschella muore lanciandosi dal treno. Cinque gli arresti, due minorenni. Il 29 gennaio del 1995, prima di Genoa-Milan, Vincenzo Spagnolo viene accoltellato a morte da un 18enne tifoso del Milan, Simone Barbaglia, e muore. L’omicida viene condannato a 15 anni. Il primo febbraio del 1998, il 32enne fan del Treviso Fabio Di Maio, muore per arresto cardiaco dopo l’intervento della polizia che cerca di sedare una rissa al termine dell’incontro con il Cagliari.

Il 24 maggio del 1999, il giorno dopo Piacenza-Salernitana, autentico spareggio per restare in A, il treno su cui viaggiano più di 3 mila tifosi granata prende fuoco vicino alla stazione di Salerno. Il rogo sarebbe stato appiccato da loro stessi: quattro i morti: Vincenzo Lioni e Ciro Alfieri, 15 anni, Simone Vitale, 21 anni, e Giuseppe Diodato, 23 anni. Il nuovo millennio si apre male: il 17 giugno del 2001, infatti, durante Messina-Catania, il 24enne Antonino Currò, tifoso della squadra di casa, viene colpito da una bomba-carta lanciata dalla curva avversaria. Finisce in coma, morirà qualche giorno dopo. Passiamo al 20 settembre del 2003: ha 20 anni il tifoso del Napoli Sergio Ercolano, caduto nel vuoto durante scontri tra polizia e tifosi prima del derby con l’Avellino.

Il 27 gennaio del 2007 tocca a Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese (terza categoria), morire a Luzzi, nel cosentino, per i colpi ricevuti mentre cerca di sedare una rissa scoppiata in campo nella partita con la Cancellese. Il dirigente si accascia al rientro negli spogliatoi. Il 2 febbraio 2007 l’ispettore di polizia Filippo Raciti muore in scontri scoppiati al termine di Catania-Palermo, fuori dallo stadio ‘Massimino’ tra tifosi etnei e polizia.

L’11 novembre del 2007 muore Gabriele Sandri, tifoso della Lazio di 28 anni. Era alla stazione di servizio di Badia al Pino, sull’autostrada A1. A colpirlo un proiettile sparato dall’agente di polizia Spaccarotella, intervenuto per sedare una rissa tra supporto laziali e della Juventus. Il 30 marzo del 2008 a perdere la vita è Matteo Bagnaresi, 28enne tifoso del Parma. Viene travolto nell’area di servizio ‘Crocetta’ tra Asti e Alessandria, da un pullman di tifosi della Juventus diretti allo staduo Olimpico di Torino. Fatale sarebbe stata la manovra dell’autista del pullman. Il match Juve-Parma viene rinviato per lutto.

Il 25 giugno del 2014 Ciro Esposito, 31enne tifoso del Napoli, muore a seguito del ferimento con un colpo di pistola in occasione della finale di Coppa Italia del 3 maggio tra Napoli e Fiorentina, in programma a Roma. Il 27 dicembre del 2018, come è ormai noto, muore Daniele Belardinelli, tifoso dell’Inter e del Varese di 35 anni, investito durante gli scontri prima di Inter-Napoli.  

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