Caro 2019 ti scrivo

di Michela Trada –

Per iniziare l’anno nel modo migliore, è buona prassi mettere per iscritto i propri desideri, gli obiettivi e i traguardi che si vogliono raggiungere nell’arco dei dodici mesi.

Nel corso delle vacanze natalizie finalmente ho avuto la possibilità di dedicarmi alla lettura e, così, mi sono imbattuta ne “Il gioco del suggeritore” di Donato Carrisi; al di là dello stile narrativo il cui apprezzamento è totalmente soggettivo, questo romanzo mi ha colpito per i temi estremamente reali toccati. Nel testo si parla, infatti, del ruolo della tecnologia, del potere di Internet e della Rete e dell’oscurità che alberga nel cuore di tutti noi.

Il mio primo desiderio per il 2019 è proprio che questi 365 giorni siano meno all’insegna della connessione virtuale e più portavoce dell’empatia umana. Abbiamo assistito nel 2018 ad un’escalation dei toni usati sul Web tanto dalla Politica quanto dalla Quotidianità; sarebbe bello fermarci un attimo a riflettere ed essere meno popolari sui social network, ma più presenti per i nostri figli e i nostri cari. In secondo luogo, vorrei che questo nuovo anno portasse più serenità per la nostra povera Italia, oggi allo sbando totale e sballottata di qua e di là tra promesse, proclami e slogan elettorali.

Mi piacerebbe non sentir più parlare di crisi e di fuga dei cervelli all’estero; vorrei che non si spegnessero continuamente i sogni dei giovani tacciandoli come la causa di ogni male. Auspico, quindi, che ci sia meno Male nelle nostre comunità e nel nostro Stato; solo uniti si vince, mentre disprezzandosi gli uni con gli altri non si va proprio da nessuna parte.

Buon 2019 a tutti, se avete sogni nel cassetto tirateli fuori e non dimenticate di seguire sempre il vostro istinto. 

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