Floriana e Michele: “Noi laureati equiparati a chi fa fisioterapia per passione: non è giusto”

Floriana e Michele: “Noi laureati equiparati a chi fa fisioterapia per passione: non è giusto”

3 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Tra le 19 professioni sanitarie ‘sanate’ dalla Manovra c’è anche quella dei fisioterapisti. Si potrà continuare a svolgere l’attività anche senza iscrizione all’Albo. Sufficiente aver lavorato 36 mesi, negli ultimi 10 anni, in questo campo e iscriversi, entro fine 2019, in un apposito elenco a esaurimento. La decisione non trova d’accordo chi per diventare fisioterapista ha dovuto laurearsi e quindi si è iscritto regolarmente all’Ordine nazionale. Chi, insomma, non ha seguito questa strada solo per passione, ma ne ha fatto una vera e propria professione.

Floriana Franklin Canela è una di queste e non fa fatica a manifestare tutto il suo disappunto: “Mi sono laureata nel 2008 all’Università Cattolica ‘Sacro Cuore’, sezione staccata del ‘Gemelli’ di Roma, in fisioterapia. A novembre 2018, poco dopo la sua istituzione, mi sono iscritta all’Albo di Perugia – Terni”. Ci tiene assolutamente a mostrare le ‘prove’, ossia la mail di conferma dell’iscrizione. Per poi aggiungere: “Sono sconvolta, senza parole. Io sono libera professionista per poter lavorare, pago le tasse, pagherò il programma per la fatturazione elettronica. Non solo: devo avere l’armadietto con la chiave dove posso lasciare documentazione dei pazienti e ricevute delle fatture. E quelli che la Manovra considera come me pur non avendone i titoli? Hanno tutti questi obblighi?”.

Continua: “L’abusivismo ha portato molti laureati a non essere assunti. I centri privati, infatti, preferiscono assumere chi si accontenta di 6-8 euro l’ora. Ne prendono tre invece di due. Ma poi succede che ti metti nelle mani di chi non sa fare un massaggio terapeutico, non sa leggere una radiografia o usare un macchinario nel modo esatto”. Per dire, un professionista prende sui 25 – 30 euro l’ora. Chiara la differenza per il potenziale datore di lavoro che, però, corre poi più rischi in caso di errori da parte di chi non è fisioterapista ed è stato assunto lo stesso.

Floriana dice ancora: “Ci sta che il massaggio relax possa rientrare nella categoria estetica, nella sfera del benessere. Ma non in quella della salute. Io non posso venire equiparata a una massaggiatrice cinese”. Vorrebbe dire molto altro, si limita a chiudere così: “E’ veramente assurdo che mettano insieme chi ha fatto 36 mesi, pure non continuativi, e chi ha la laurea. E poi vengano a fare le pulci se non hai l’armadietto con la chiave”.

Intercettiamo pure Michele Bussoletti, anche lui regolarmente iscritto all’Albo dei fisioterapisti. E non le manda a dire neanche lui: “Nel pubblico siamo più tutelati perché i concorsi per entrare all’Asl sono permessi soltanto a chi ha la laurea. Ma nel settore privato le cose cambiano eccome. Non dimentichiamo poi che si paga per stare dentro l’Albo ogni anno”. Precisa: “Non sarebbe giusto neanche che uno dovesse smettere da un giorno all’altro se ha sempre fatto fisioterapia o massofisioterapia. Ma bisognerebbe trovare un altro modo. Non è questione di essere più o meno bravi in quello che si fa, ma servono regole certe, bisogna regolamentare queste professioni”. Quelle che l’emendamento del Movimento 5 Stelle non ha fatto. Anzi.