La montagna bianca: in crescita il turismo legato allo sport

di Deborah Villarboito –

Skipass Panorama Turismo è l’osservatorio del turismo montano promosso da ModenaFiere e che ha visto la manifestazione regina questo novembre, dove sono stati presentati i resoconti sull’attività di monitoraggio e statistica raccolti per la stagione 2017-2018.

Sono oltre 4 milioni gli sportivi italiani che fanno sport sulla neve generando un sistema economico che vale circa l’11% del PIL turistico con un fatturato che supera gli 11 miliardi di euro previsto in crescita per la stagione in corso, 2018-2019, perchè c’è un alto desiderio di consumo del “prodotto montagna”. Ben il 66.8% degli italiani avrebbe il piacere di passare del tempo in una località di montagna innevata con una permanenza media di 5.2 giorni ed una disponibilità di spesa complessiva di 585.5 €. La vacanza in montagna ha una chiara identificazione legata maggiormente con il relax, la serenità, la tranquillità, la necessità di rigenerarsi. Al sesto posto, però, in salita il tema dello sport e degli sci. In montagna il turista va per scappare dalla frenesia dei ritmi della città e per riposare, ma il mercato dello sport si sta però riprendendo. Ci sono alcuni trend interessanti che stanno emergendo: vi è una richiesta sempre più forte di piste semplici. La presenza di tante piste nere, ripide ed impegnative non è più un must su cui far leva.

Nella stessa direzione va la crescita dei Kinder Park e degli “Ski Gourmet Tour”: il turista non va a sciare solo per soddisfarsi nello svolgere il gesto atletico e tecnico dello sci, ma vuole vivere esperienze, meglio se con forte componente enogastronomica. Anche la composizione della famiglia in settimana bianca sta cambiando: sono sempre più numerosi i componenti famigliari non sciatori ai quali vanno offerte possibilità di svago alternative come per esempio i sentieri battuti. Si affaccia sul mercato una nuova categoria di frequentatore della montagna, lo “Slons” (Snow Lovers, No Skier), colui che sale in montagna in inverno senza sciare, ma andando magari a camminare sulla neve con le ciaspole. Inoltre, il sistema degli impianti a fune per attività sportive e turistiche occupa in Italia ben 14 mila persone, che aggiunte ad altre 4400 dipendenti di bar, ristori e rifugi fanno un totale di poco inferiore ai 20 mila addetti. Durante l’inverno 2017-18 sono stati registrati quasi 500 milioni di passaggi di fruitori, mentre i primi ingressi sono stati circa 43 milioni. In estate il rapporto tra passaggi e primi ingressi è di 6 milioni per circa 3 milioni e mezzo. Quella 2017/2018 lascerà il segno come la “stagione del rilancio”.

Tutte le destinazioni alpine ed appenniniche, pochissime escluse, hanno segnato indici in positivo, in alcuni casi anche con incrementi di oltre il 50%. Fenomeno, questo, che ha coinvolto soprattutto le destinazioni di prossimità, medie e medio-piccole, che hanno anche allungato notevolmente la propria stagione sciistica. Il consuntivo 2017/2018 di Skipass Panorama Turismo si chiude con risultati davvero inaspettati: le previsioni indicavano incrementi di presenze pari al +5,1% e di fatturato del +5,4%: dati praticamente raddoppiati, se si considera che le presenze sono complessivamente aumentate, secondo un dato nazionale, del +10,1%, mentre il fatturato dell’intero comparto nel suo complesso ha ottenuto un incremento del +9,5%. Altro dato interessante è quello relativo al maggior incremento registrato dalle presenze di nostri connazionali, +10,9% sui dati nazionali relativi alla passata stagione invernale, rispetto a quelle degli stranieri, +8,2%, sempre con riferimento alla passata stagione invernale. Una stagione invernale che è subito iniziata in maniera positiva, con abbondanti precipitazioni che hanno fatto “scatenare” la voglia di sciare, per poi far registrare il tutto esaurito nel classico periodo di Natale e Capodanno e proseguire con ottimi indici nei mesi di gennaio e febbraio, chiudendo la stagione con altri due mesi favorevoli.

In un contesto dunque estremamente positivo, tra le destinazioni italiane ve ne sono state alcune che hanno segnato reali exploit, mentre altre hanno raggiunto risultati comunque importati, come non si vedeva da anni. Da rilevare anche che, mentre per alcune destinazione di piccola o media grandezza risulta più facile ottenere incrementi superiori alla doppia decina, in quanto l’apertura prolungata di anche solo un mese può generare incrementi consistenti per quelle destinazioni che, invece, si collocano ai vertici del mercato per quantità di offerta, l’incremento di dieci punti percentuali rappresenta un valore enorme in termini assoluti di arrivi, presenze e fatturato. Un valore sia per la destinazione ma anche per il “comparto neve Italia”.

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