La polvere sui libri – Dolce come il cioccolato, di Laura Esquivel

di Fabiana Bianchi –

Tempo di feste e di lauti pasti. Cosa c’è di meglio di un romanzo che della cucina ha fatto il suo fulcro? “Dolce come il cioccolato” è il romanzo di esordio di Laura Esquivel, apparso in libreria nel 1989. Il titolo originale era “Como agua para chocolate”, ossia “Come acqua per la cioccolata”: acqua ribollente, inquieta. Un titolo che rende sicuramente più giustizia al romanzo rispetto alla zuccherosa traduzione italiana.

“Dolce come il cioccolato” unisce la formula del libro di ricette alla tradizione del realismo magico sudamericano in un mix esplosivo. Un romanzo in cui le descrizioni bucano le pagine per arrivare direttamente ai sensi: i profumi degli ingredienti, i sapori dei piatti e le passioni dei protagonisti sono serviti proprio come in un banchetto. Il libro si divide in dodici capitoli, ognuno introdotto da una ricetta, per seguire le fiabesche vicende della famiglia La Garza. Protagonista principale è Tita, la figlia più piccola, condannata da un’antica tradizione a non potersi sposare per assistere fino alla fine la madre. Mamma Elena è una persona dura: legata agli antichi valori e apparentemente irreprensibile, pretende dalle tre figlie lo stesso rigore. Tita è innamorata di Pedro, ma è costretta a reprimere i sentimenti per via del destino infausto che le è stato assegnato alla nascita. Sublima dedicandosi all’arte della cucina, un compito imposto ma per lei ricco di fascino e mistero. Nei suoi piatti riversa le emozioni che la animano e che finisce per trasmettere, seppure involontariamente, a chi li gusta: dalla profonda tristezza fino alla passione erotica che consuma, come una fiamma, tutto ciò che si interpone sul cammino dei due amanti.

Un romanzo consigliato a chi già ama il realismo magico, ma anche a chi vuole scoprirlo: può essere un buon trampolino, infatti, per andare poi alla scoperta di un “mostro sacro” del filone come Gabriel García Márquez.


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