L’assistente vocale: la tendenza degli “hi-tech addicted”

L’assistente vocale: la tendenza degli “hi-tech addicted”

3 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Ultimamente in TV abbiamo visto molte pubblicità sugli smart speaker con assistenti vocali integrati fra cui scegliere, i più in voga: Amazon Echo, Google Home e Apple HomePod.

Per non parlare del fatto che sono stati tra i regali hi-tech più gettonati questi Natale. L’intelligenza artificiale all’interno dei tre speaker è reattiva ed efficiente ma ancora piuttosto limitata come capacità effettive e possibilità di comprensione. Insomma, in termini di utilità, soprattutto per quanto riguarda il mercato italiano, gli speaker con assistenti personali rientrano ancora nell’ambito dei gadget “cool” per i tecnofili ma ci sono diverse considerazioni da fare in proposito, valutazioni in base alle quali possiamo vedere come questi oggetti possano effettivamente adattarsi a diverse esigenze, al di là di chi cerca gli ultimi ritrovati tecnologici da casa. Prima di tutto, ci sono diversi prezzi di accesso a questi strumenti, che corrispondono a caratteristiche più o meno complesse degli smart speaker e rappresentano dunque già delle diverse possibilità di impiego ricercate dagli utenti. Gli elementi di maggiore distinzione sono la qualità del suono generato, dunque la costruzione interna dello speaker e le funzioni integrate smart. La panoramica che vogliamo fare fra i tre attori principali di questo mercato riguarda dunque la qualità del suono e della ricezione audio, le funzionalità e le possibilità di integrazione con altri strumenti multimediali o relativi alla domotica.

Come vedremo, non si tratta tanto di stilare una classifica quanto di ordinare i diversi prodotti in base alle esigenze e agli eventuali ecosistemi elettronici già adottati in casa. La soluzione offerta da Amazon Echo è probabilmente la più versatile e accessibile, presentandosi sul mercato con una serie di modelli differenti adatti a diverse esigenze, oltre alla potenza irresistibile del gigante dell’eCommerce che rappresenta un notevole plus, tra facilità di vendita e distribuzione e saldi frequenti. In Italia mancano alcuni modelli specifici ma l’offerta è comunque ampia, a partire dal piccolo ed economico Amazon Echo Dot, che può funzionare come entry level o come satellite aggiuntivo in un sistema domestico, Amazon Echo standard che presenta caratteristiche ben bilanciate a un prezzo contenuto rispetto ai flagship delle altre marche, Amazon Echo Plusper chi punta maggiormente sulla qualità dell’audio e una maggiore integrazione con le funzionalità smart data la presenza dell’hub interno e infine Amazon Echo Spot, che rappresenta una soluzione molto originale rispetto ai concorrenti, con schermo integrato in grado di offrire informazioni grafiche a supporto del sonoro. Per quanto riguarda il prezzo degli smart speaker Amazon, si parte dai circa 50 euro e si arriva a 150 euro, anche se gli sconti sono abbastanza all’ordine del giorno.

È presente anche un Amazon Echo Sub che costituisce un potente subwoofer da aggiungere alle varie versioni di Echo ed è in grado di migliorare sensibilmente la qualità audio generale. È chiaro che Echo sia una soluzione ottimale per gli utenti che utilizzano Amazon con una certa frequenza, vista l’integrazione naturale con il portale in questione, anche per quanto riguarda l’integrazione con Prime Video. Questo può essere un pro o un contro, a seconda che si abbia almeno un abbonamento ad Amazon Prime, cosa che peraltro non concede un accesso completo alla libreria musicale, visto che per quella è necessario passare a un abbonamento Unlimited, ovvero costi aggiuntivi. In ogni caso, come funzioni di base e anche solo come speaker blutooth, Echo rappresenta una soluzione bilanciata in termini di qualità/prezzo peraltro con una ricezione audio soddisfacente, sebbene abbia delle incertezze nella registrazione di nomi in inglese visto che la versione italiana sembra sia tarata su una pronuncia un po’ imprevedibile.

Alexa è un buon assistente personale anche se inferiore per reattività e completezza all’Assistente Google e a Siri, tuttavia per le funzioni più semplici si comporta bene e le sue capacità possono essere ampliate attraverso le skill che sembrano essere in costante aumento. Quest’ultime sono software di terze parti che possono essere installati per applicare funzionalità aggiuntive ad Alexa, con una soluzione un po’ macchinosa ma che garantisce un buon tasso di personalizzazione allo speaker. Per quanto riguarda domotica, illuminazione e altri controlli integrati sulle funzioni della casa, Alexa è ben preparata e in particolare Echo Plus ha all’interno un hub con protocollo ZigBee che lo rende già pronto per controllare diversi elementi elettronici: chiusure automatiche, sistemi di sicurezza, termostati e illuminazione smart. Google Home rappresenta una soluzione intermedia tra Amazon Echo e Apple HomePod; il problema, come per il dispositivo Apple, è che l’offerta in Italia è al momento limitata, nella fattispecie a due soli prodotti: Google Home e Google Home Mini, tagliando fuori la versione Google Max (con le stesse funzionalità ma speaker decisamente più potenti) e Google Hub (con schermo integrato). In questo modo, i prezzi sono più alti rispetto alle possibilità di Amazon Echo ma i dispositivi Google possono contare su delle caratteristiche sicuramente di rilievo. Il punto di forza di questi oggetti risiede proprio nel cuore che li anima, ovvero i servizi Google, che sono ormai talmente diffusi e integrati da essere utilizzati praticamente da chiunque.

Il Google Assistant, attivabile con il classico “Ok Google” o “Ehi Google” è infatti lo stesso presente in tutti i dispositivi Android ed è collegato ai vari servizi come Gmail, Maps, il calendario e altro, dunque si parte da una base fortemente radicata e conosciuta da moltissimi utenti. Al di là della familiarità, l’assistente Google si distingue anche per un’ottima rilevazione della voce e dei comandi, offrendo maggiori possibilità di interazione rispetto ad Alexa e sotto certi aspetti anche a Siri. Dal punto di vista della qualità audio, essendo l’offerta limitata a Home e Mini (rispettivamente al prezzo standard di 59 e 149 euro), non ci si discosta molto dai corrispettivi di Echo (ovvero lo standard e Dot), dunque l’Echo Plus resterebbe il migliore in questo senso, non avendo un concorrente diretto in Italia, laddove invece Google Max rappresenterebbe una scelta decisamente high-end se fosse disponibile. In ogni caso, le funzionalità rimangono le stesse ma tenete presente che, se volete prendere in considerazione il mercato import, il Max è la scelta migliore per l’audiofilo di parte Google, al prezzo però di circa 400 euro. Con un semplice Google Chromecast, spesso integrato nei nuovi smartphone oppure acquistabile a prezzo piuttosto contenuto, Google Home è in grado di interfacciarsi con la TV per il controllo vocale, mentre anche in questo caso se volete lanciarvi sul mercato estero potete prendere in considerazione Google Home Hub per i contenuti video, essendo il modello con schermo integrato, ma non è disponibile ufficialmente dalle nostre parti per ora.

Apple HomePod è una soluzione che accetta ben pochi compromessi: si tratta di un unico modello dal prezzo decisamente alto, in grado di offrire un’alta qualità audio e l’integrazione di Siri. È una scelta decisamente diversa dalle altre perché non è sfaccettata in diverse configurazioni: c’è un solo modello ed è direttamente corrispondente all’offerta high-end rispetto agli altri concorrenti, superando forse anche Google Home Max per quanto riguarda la qualità del suono. Differente da Google Home e Amazon Echo anche per ciò che concerne le funzionalità del dispositivo, perché Siri non ha lo stesso grado di integrazione su oggetti differenti che è possibile con i concorrenti, essendo soprattutto legato, come da tradizione Apple, ai dispositivi della medesima compagnia, dunque si tratta di una scelta ideale per chi cerca uno speaker di buon livello ed è immerso in un ecosistema Apple. Il problema principale, e non è cosa da poco, è il fatto che Apple HomePod non è disponibile al momento in Italia e dunque l’acquisto può essere effettuato solo attraverso l’importazione, cosa che aggiunge ulteriori costi e soprattutto non garantisce le coperture necessarie in termini di supporto software e garanzia.

Ipoteticamente, si tratterebbe dunque di una scelta molto sensata per i puristi dell’audio ed utenti Apple, posto che ovviamente se si entra nell’ambito dell’hi-fi ci sono soluzioni molto più avanzate (e costose) per chi vuole veramente investire sulla qualità della musica domestica. È forse una scelta meno bilanciata e più specifica rispetto a quelle di Amazon e Google, dunque probabilmente riferita ad una fetta di pubblico più ristretta ma in grado di sfruttare l’innegabile fascino dei prodotti Apple e la loro qualità costruttiva.

Praticamente solo Amazon Echo offre al momento la gamma quasi completa mentre Apple HomePod è assente e a Google Home mancano un paio di soluzioni particolarmente caratteristiche. Prendendo in considerazione la gamma completa, prescindendo dal problema di presenza o meno sul mercato ufficiale, si potrebbe dire che Amazon Echo rappresenta la scelta più versatile e accessibile in termini di costo, Google Home identifica probabilmente la migliore proposta come caratteristiche smart mentre la soluzione Apple HomePod è più destinata a chi cerca la qualità della componentistica e dell’audio, sacrificando le funzionalità aggiuntive e dando per scontato un ecosistema Apple alle spalle, oltre a una spesa alquanto alta.