Prendere una nuova abitudine

di Fabiana Bianchi –

Inizia un nuovo anno e l’umanità si divide in due: c’è chi ai propositi per l’anno nuovo ha rinunciato già nel secolo scorso e chi invece a ogni Capodanno si ripropone di cambiare radicalmente vita. Come sempre, la virtù sta nel mezzo: è encomiabile proporsi di migliorare, ma occorre essere realisti e sapere come farlo. Vediamo allora alcune piccole strategie che possono essere utili per chi vuole crearsi nuove abitudini positive.

Innanzitutto, la cosa migliore è partire con una sola nuova abitudine e possibilmente semplice. Come sempre, occorre essere onesti con se stessi e richiedersi cose fattibili: se per esempio non amiamo fare le pulizie di casa, è inutile proporsi di tirarla a lucido tutti i santi giorni. Il fallimento è dietro l’angolo e con esso il pensiero di non essere capaci e di dovere rinunciare in partenza. Fissiamo allora un traguardo più modesto, ma utile. Tanto per fare un esempio, ipotizziamo di volere rifare il letto tutti i giorni.

Innanzitutto occorre chiedersi: perché non lo facciamo? Ognuno darà le sue risposte: perché è noioso (come non condividere), perché il tempo è poco o quant’altro. Ora è il momento (di nuovo) di essere onesti con se stessi e ragionare su queste motivazioni. Per esempio: è vero, rifare il letto è indiscutibilmente noioso. Ma quante altre cose noiose dobbiamo fare? Inoltre, è un lavoro piuttosto veloce (e qui ci torna in aiuto il timer citato nello scorso numero). Davvero non riusciamo a trovare quei pochi minuti necessari, quando magari ne sprechiamo di più incantandoci davanti allo smartphone durante la colazione?

Se abbiamo deciso che vogliamo davvero rifare il letto tutti i giorni (abitudine che, ricordiamo, è solo un esempio, da sostituire con altre attività a piacere), è il momento di inventare qualche trucchetto per non dimenticarcelo o rimandare. Una delle soluzioni più semplici è quella di legare l’attività a un’altra abitudine già stabile. Per esempio, si può decidere di rifare il letto subito dopo avere alzato la tapparella della camera da letto. Oppure, dopo avere messo in lavastoviglie la tazza della colazione e avere arieggiato nel frattempo la stanza. Ma anche nel pomeriggio, dopo essersi tolti le scarpe e lavati le mani di ritorno dal lavoro. Insomma, l’importante è legare l’attività a un momento ben definito: non un semplice “al mattino” o “nel pomeriggio”, formula ideale per trasformarsi in “mai più”.

Inoltre, abbiamo visto che la nostra mente è alla ricerca continua di scuse per non fare ciò che dobbiamo. Quindi, non agevoliamole il compito: ottimizziamo tutto per potere creare la nostra abitudine nel modo più semplice possibile. Nel caso del nostro esempio, togliamo cuscini, peluche e qualunque altro orpello possa fare sì che rifare il letto ci richieda più tempo del previsto e la nostra mente si aggrappi prontamente alla scusa.

Ancora: il nostro cervello a tratti è piuttosto esoso e spesso per convincersi a fare qualcosa ci richiede di pagare pegno. Quindi, occorre ideare una piccola gratificazione per avere successo nella creazione di una nuova abitudine. Non è sufficiente la soddisfazione di vedere il letto in ordine, ma occorre qualcosa di più concreto. Può essere utile qualcosa di semplice ed economico come un sacchetto di cioccolatini dopo le prime due settimane in cui si è fatto il letto tutti i giorni. A patto che non diventino un’abitudine anche loro.

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