Se agli stranieri piace la neve italiana: incrementi in tutta Italia

di Deborah Villarboito –

Tra gli elementi che hanno caratterizzato la stagione invernale 2017/2018 sull’arco alpino e sul versante appenninico, due ambiti regionali sono i leader sul prodotto “neve Italia”, che complessivamente rappresentano ben il 68,4% in termini di presenze e hanno registrato un valore similare sia in termini di arrivi che di presenze, e nello specifico: in Alto Adige le presenze sono cresciute complessivamente del +6,3%, con il mercato italiano che incide per il 33,7% delle presenze, contro il 41,5% delle presenze provenienti dalla Germania. Interessante notare come, ad esempio, in Alta Badia vi sia stato un notevole incremento degli stranieri, con un aumento, invece, degli italiani pari al +7,3%.

Mentre a Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena i Paesi che hanno segnato i maggiori incrementi sono stati l’Islanda, l’Olanda e gli USA, a San Martino di Castrozza sono cresciuti soprattutto i croati, i polacchi, i tedeschi ed i francesi. In Val di Sole, così come in Val di Fassa e nell’area della Paganella crescono soprattutto polacchi, belgi e cechi. Per Moena, San Pellegrino e Falcade, così come per le Valli di Tures e Aurina, i tedeschi rimangono il primo mercato estero di riferimento, mentre in Val di Fassa vi è stato un incremento da tutti i Paesi, ad eccezione della Croazia; anche la Lombardia, regione che detiene una quota di presenze sul prodotto “neve Italia” pari al 9,3%,  registra dati positivi per le destinazioni alpine, con Livigno che vede crescere in maniera consistente le presenze dei residenti in Polonia ed in Repubblica Ceca, ma sono cresciuti anche tedeschi, belgi, oltre al ritorno dei russi, mentre Aprica vede incrementare le proprie presenze complessive del +17,5%; anche in Piemonte regione (“neve Italia” pari al 7,6%) si registra un incremento di arrivi e presenze. In particolare, nel comprensorio di Sestriere, Sauze d’Oulx, Sansicario, Cesana e Claviere, gli incrementi di ospiti stranieri si sono avuti dai Paesi Scandinavi, dalla Francia e dai residenti nel Benelux; in Veneto (“neve Italia” pari al 7,5%) si registrano dati in aumento superiori al 10%, con Cortina d’Ampezzo che vede incrementare le presenze degli stranieri di circa il 7%, praticamente con il quasi raddoppio delle presenze di clienti dell’Est Europa, il +60% di clienti provenienti dal Sud America ed il +50% circa di turisti cinesi, mentre ad Arabba sono aumentati gli arrivi di cechi, inglesi, olandesi, belgi, svedesi ed americani; in Valle d’Aosta (“neve Italia” pari al 5,9%) si registra un incremento più moderato di presenze, con un innalzamento del livello di internazionalizzazione, confermando Regno Unito, Svezia e Francia come primari mercati di provenienza della clientela straniera; in Friuli Venezia Giulia (“neve Italia” pari al 1,4%) i dati positivi non raggiungono la doppia cifra, nonostante le buone performances della nuova località friulana di Sappada, dove crescono soprattutto gli ospiti provenienti da Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia ed Austria; il restante 2,3% della quota di presenze turistiche che fanno riferimento al prodotto “neve Italia” è invece distribuito negli ambiti appenninici; ambiti che hanno segnato indici decisamente positivi, considerando che l’Abetone segna un +56% ed il Cimone ha anch’esso fatto registrare un ottimo +30% di presenze, mentre l’area etnea segna un +28% di presenze, con forte incremento dei turisti tedeschi. Bene anche le destinazioni abruzzesi e laziali, come pure quelle calabresi.

Rispondi