La faccia nascosta della Luna: siamo arrivati anche lì

La luna, romantica e bella. La Luna, dove 50 anni fa per la prima volta arrivò un piede umano. A renderla forse un po’ meno poesia e un po’ più prosa. Da allora, ce la siamo un po’ dimenticata, la Luna. Era lì, a due passi, considerata probabilmente inutile scientificamente. Meglio continuare a guardarla, a volte piena, a volte a forma di falce. Meglio continuare a cantare l’ode a lei, meglio incantare l’amore di turno sulla spiaggia, accompagnati magari pure da una chitarra.

E invece, all’improvviso, rieccola. Non la Luna che conosciamo, ma quella che non si vede mai. La sua faccia nascosta. La notizia arriva dalla Cina. La sonda Chang’e 4 è felicemente atterrata sul satellite alle 3:26 italiane (queste imprese spaziali avvengono sempre quando da noi è notte). E, come va di moda tra noi terrestri, ha subito scattato una foto (non un selfie, per fortuna) e l’ha inviata al satellite Queqiao, che a sua volta ha trasmesso la comunicazione alla Terra. Il lato nascosto, detto così fa un po’ paura. In realtà non dovrebbero esserci molte sorprese. Ma i cinesi si aggiungono ai pochi Paesi che hanno a lungo fatto a gara a chi per primo conquistava lo spazio.

Intendiamoci, a bordo della sonda c’è molta Europa, con macchinari e strumentazioni create in Germania e Paesi Bassi. Ma la missione è cinese, così come gli esperimenti che si vogliono fare. Per esempio, capire se si possono piantare alcune culture, dopo gli esperimenti compiuti in 28 università della Cina.

Pechino, da grande potenza quale è, sta investendo diversi miliardi nel suo programma spaziale. L’obiettivo è avere una stazione spaziale con equipaggio entro il 2022, in modo da poter inviare esseri umani sulla Luna. Che, 50 anni dopo, ha ricominciato a essere interessante. A proposito, il nome Chang’e 4 riprende quello della dea della luna nella mitologia cinese (giusto per non togliere tutto il romanticismo). La missione era iniziata ufficialmente lo scorso 7 dicembre. È la seconda sonda cinese ad atterrare sul suolo lunare, dopo il rover Yutu (Jade Rabbit) del 2013 che, però, sta eseguendo i suoi esperimenti sul lato che conosciamo. La faccia nascosta, invece, è montuosa e impervia.

Obiettivi, dicevamo. La sonda cinese farà studi radioastronomici a bassa frequenza, sfruttando l’assenza di interferenze sull’altro lato. Verranno studiati i minerali, oltre che le radiazioni. Pensate che solo nel 1959 siamo riusciti per la prima volta ad avere qualche immagine del lato oscuro, grazie all’Unione Sovietica. Non è insomma la prima volta che andiamo a scoprirlo, ma questa volta avremo sicuramente immagini e studi più accurati.

L’atterraggio ha fatto sì che i cinesi tirassero un sospiro di sollievo, ma ora ci sono altri ostacoli da affrontare. La notte lunare, che dura 14 giorni terrestri, le temperature scendono fino a -173 gradi Celsius (-279 Fahrenheit). Il giorno, che dura sempre 14 terrestri, si arriva fino a 127 gradi Celsius (261 F). Gli strumenti del rover devono resistere a queste fluttuazioni e generare sufficiente energia per restare in vita durante le lunghe notti. L’anno prossimo, la Cina invierà un altro lander lunare, Chang’e 5, per raccogliere campioni di terreno e portarli sulla Terra.

Forse non è tanto romantico tutto ciò. Ma era giusto che la Luna venisse ‘considerata’ di nuovo anche scientificamente. Non poteva venire ignorata. Anche se per noi resta ciò che illumina la notte, ciò che ispira i poeti, ciò che fa nascere gli amori. Che ispira il mondo dell’occulto e dell’esoterismo. Insomma, tutto fuorché pezzi di roccia. Che, però, ci faranno capire un po’ di più che succede lassù. È il progresso, ragazzi.

di Alessandro Pignatelli

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