AD 2019, la rivoluzione tecnologica: dalle Smart City all’Internet of Things

AD 2019, la rivoluzione tecnologica: dalle Smart City all’Internet of Things

10 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Il 2019 sarà l’anno delle rivoluzioni, in particolare di quelle tecnologiche. Già nel 2018 abbiamo assistito alla velocità con cui la tecnologia cambia le nostre vite (da citare il computing ambientale, il teletrasporto quantistico, il mantello dell’invisibilità, i robot ormai lontanissimi parenti dei primi creati dall’uomo, i progressi fatti nella genomica). Ancora non viaggiamo su macchine che volano, ma intanto sappiamo che si può andare in giro su quelle senza guidatore.

Il 2019, però, si preannuncia come un anno assolutamente rivoluzionario. Una sorta di ‘anno zero’ da cui ripartire, più moderni che mai. Siamo andati a ricercare le tecnologie che più avranno impatto su di noi e sul nostro quotidiano. Non possiamo non partire dall’Internet of Things (IoT), ossia quei dispositivi che permettono agli oggetti di connettersi tra di loro. La lavatrice che parla con il frigorifero, per esempio, senza il nostro intervento (se non all’inizio). Ma anche le auto che dialogano direttamente. L’IoT velocizzerà la trasmissione di dati. Pensate a un’auto in coda su qualche autostrada che riesce a comunicare in tempo reale alle altre di evitare di passare di lì, creando percorsi alternativi.

Secondo ‘Cisco’, entro il 2020, 50 miliardi di dispositivi (smartphone, apparecchiature per ufficio e, appunto, elettrodomestici) saranno interconnessi in modalità wireless tramite una rete di sensori a internet.

Legata all’Internet of Things c’è naturalmente la Smart City, ossia un’infrastruttura pubblica/privata capace di realizzare servizi o attività che proteggono i cittadini e facilitano la vita nelle aree urbane. Nel concetto di Smart Cities sono comprese comunicazioni wireless (5G), trasporti, energia, risorse idriche, raccolta di rifiuti, macchinari per costruire in modo intelligente, servizi di sicurezza. Le città del futuro ormai del presente. La società di ricerca Frost&Sullivan ha stimato un potenziale di mercato pari a 1,5 trilioni di dollari tra trasporti, sanità, edilizia, infrastrutture, energia e governance.

Da anni è in fase di sviluppo, e già in alcuni ambiti è realtà, l’Intelligenza Artificiale (Al). Macchine in grado di pensare come l’essere umano e di fare anche meglio, imparando sul campo. Questo può portare robot a prendere decisioni anche gravi (e qui si innesta un dibattito etico). I dati che ormai ci arrivano, in modo non strutturato, sempre più rapidamente e da ogni angolo della Terra hanno bisogno di qualcosa che possa rielaborarli in tempo reale. Nel 2019, aziende e governi continueranno a lavorarci su: apprendimento automatico e intelligenza artificiale. Impariamo dunque a fare ‘pace’ con questi due concetti che, solo nel peggiore scenario possibile, potrebbero creare distruzione e terrore.

Meno noto ai più è forse il Quantum Computing, ossia il computer quantistico. Che cos’è? Il calcolo quantistico sarà più veloce, accelerando di conseguenza l’arrivo in pianta stabile dell’intelligenza artificiale. Potenza e velocità del calcolo quantistico potranno aiutarci a risolvere sfide che ancora oggi ci paiono insuperabili. Gartner, a proposito di questa tecnologia, dice: “È l’uso degli stati quantici per effettuare il calcolo. I dati sono contenuti in qubit (bit quantistici) che hanno la capacità di contenere tutti gli stati possibili simultaneamente. I dati contenuti nei qubit sono influenzati dai dati contenuti in altri qubit, anche se fisicamente separati. Questo effetto è l’entanglement”. Insomma, i computer quantistici usano bit quantistici o qubit al posto dei bit binari tradizionali di uno e zero per le comunicazioni digitali. Secondo il futurista Ray Kurzweil, “l’umanità potrà espandere la portata della nostra intelligenza per un miliardo di volte. Il potere dell’informatica raddoppia, mediamente, ogni due anni”. Il 2019 ci porterà ad avvicinarci ulteriormente dunque ai computer quantistici.

Come quarta tecnologia che nel 2019 rivoluzionerà il quotidiano abbiamo scelto la cybersecurity. Il motivo è semplice: all’azione segue la reazione. Se nel 2018 molte grandi aziende (e pure governi) sono state violate ripetutamente, l’intervento per rendere più sicuri i sistemi è urgente. L’azienda Gemalto ha stimato in 4,5 miliardi di record nella prima metà del 2018 la violazione di dati. Secondo l’Università del Maryland, gli hacker compiono un attacco ogni 39 secondi. Insomma, gli strumenti più sofisticati saranno sì in mano agli enti, ma pure ai pirati informatici. Ecco perché più nessuno potrà rinunciare alla cybersecurity.

Ricordate: più ci connettiamo nel lavoro e nel privato, più diventiamo bersagli di malintenzionati digitati. Serviranno dunque nuove tecnologie di difesa, ma anche maggiore consapevolezza nella gestione dei rischi da parte di pubblico e privato. Il che porterà a dover rivoluzionare anche il modo di agire degli ultimi anni. Dovremo fare attenzione, sempre di più, a ciò che utilizziamo e a come lo utilizziamo.