Fatturazione elettronica: caos o calma? Le categorie si dividono

di Alessandro Pignatelli –

C’è chi dice che va bene così, c’è chi attacca perché la cosa proprio non funziona. Il passaggio alla fatturazione elettronica per chi possiede la partita Iva non è stato indolore. E c’era da immaginarselo. Dopo quattro giorni, l’Agenzia delle Entrate si vantava di aver già emesso 2,8 milioni di documenti da oltre 120 mila operatori Iva, con un margine di errore minimo, il 6% di scarti, cioè di documenti rifiutati perché considerati ‘sostanziali’, cioè slegati dalla nuova modalità di trasmissione e compilazione. “Se anche fossero state fatture cartacee, sarebbero state cestinate”. Insomma, tutto bene, fa sapere l’Agenzia, anche perché quando la stessa normativa venne aperta alla Pubblica amministrazione il margine di errore arrivò addirittura al 30 per cento.

Ma le altre voci, sull’inizio di una nuova era, sono diverse. Alcune categorie parlano di problemi consistenti e difficoltà maggiori. I primi a dire la loro sono stati gli associati di Confcommercio, dando un giudizio sostanzialmente positivo dello strumento. “Appena partito, non ci sono particolari criticità” le parole del responsabile fiscale Vincenzo De Luca. Di tutt’altro avviso Marco Cuchel, presidente dell’Associazione dei commercialisti: “Sono arrivate segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle entrate, visualizzano il messaggio: ‘il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’inconveniente e si prega di riprovare più tardi”.

Sito in tilt per troppo traffico, insomma, ma anche qui la versione è discordante da parte dell’Agenzia che parla di nessuna anomalia sul server Sogei: “Abbiamo messo in atto un attento monitoraggio sui sistemi e invitato a far transitare i documenti sulla app Fatturae, sul sito dell’Agenzia”. Codacons va giù più pesante parlando di “caos fiscale” e minacciando un esposto per interruzione di pubblico servizio. L’associazione ha chiesto anche una proroga dei tempi per inviare la documentazione.

Finora, è stato anche un periodo di festività. Il vero banco di prova da lunedì 7 gennaio in poi, quando si riprende a lavorare a pieno ritmo. In ogni caso, fanno sapere dal Governo, questa era una novità che doveva assolutamente entrare in vigore. Nell’intera Unione Europea, l’evasione dell’Iva è pari a 151,5 miliardi di imposta evasa, vale a dire quasi il 12 per cento di quella complessivamente incassata. Come scritto altrove, l’Italia contribuiva con il 23 per cento del totale.

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