Festival di Sanremo 2019: ecco i protagonisti

Festival di Sanremo 2019: ecco i protagonisti

10 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

Habemus Sanremo! È stata finalmente sciolta la riserva: ad affiancare il “dirottatore artistico” Claudio Baglioni nella conduzione della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo ci saranno Claudio Bisio e Virginia Raffaele.

Una coppia di artisti amatissimi dal pubblico. Le risate non dovrebbero mancare, o almeno così ci auguriamo. Virginia Raffaele ha già calcato l’Ariston sia come ospite che come conduttrice (Sanremo 2016), Claudio Bisio è stato invitato più volte in qualità di comico ma è al suo debutto nel ruolo di conduttore. Una coppia che conferma quello che sembra essere la parola d’ordine di Re Claudio per questo Sanremo 2019: svecchiare. Il cast dei ventiquattro Big ci è stato comunicato poco prima di Natale da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi – che saranno ospiti all’Ariston – durante le due serate di Sanremo Giovani. Un boquet – metafora obbligatoria parlando di Sanremo – con il chiaro obiettivo di accontentare tutti.

Chi forse potrebbe rimanere deluso è proprio il pubblico più agée. Anna Tatangelo (Le nostre anime di notte) e Il Volo (Musica che resta) sono gli unici rappresentanti della tradizione più melodica e tipicamente sanremese. L’ex ragazza del Piper Patty Pravo torna all’Ariston per la decima volta e, per l’occasione, sarà affiancata dal giovane rapper Briga in “Un po’ come la vita”.

La scelta di affiancare a un veterano un giovane rapper si ripete con l’accoppiata Nino d’Angelo e Livio Cori (già visto nella serie Gomorra) che canteranno “Un’altra luce”. Loredana Berté, in grande spolvero dopo il tormentone estivo “Non ti dico no”, partecipa al suo nono Sanremo con una canzone firmata da Gaetano Curreri “Cosa ti aspetti da me”. Debutto sanremese per i suoi compagni di tormentone, i Boomdabash, con “Per un milione”. A rappresentare il mondo rapper/trapper Achille Lauro (Rolls Royce) e Ghemon (Rose viola). Un rap melodico è quello di Ultimo (I tuoi particolari), vincitore tra i Giovani nella passata edizione e campione di vendite. Il cantautore romano è già dato per favorito, ma a Sanremo spesso chi entra Papa esce Cardinale. Dal mondo talent arrivano Enrico Nigiotti (Nonno Hollywood), Irama (La ragazza con il cuore di latta) e Federica Carta con il rapper Shade (Senza farlo apposta). Stupiscono le presenza di Ex-Otago (Solo una canzone) e Zen Circus (L’amore è una dittatura) che provengono da mondi musicali lontani anni luce da Sanremo.

Spazio anche per un cantautore di nicchia come Motta che si chiede “Dov’è l’Italia”. Graditi ritorni sono quelli di Paola Turci (L’ultimo ostacolo), Simone Cristicchi (Abbi cura di me) e Daniele Silvestri (Argento vivo). Una che a Sanremo ha sempre riscosso grandi successi è Arisa. La cantante potentina festeggerà dieci anni dal suo debutto sanremese con “Mi sento bene”. Dopo quindici anni tornano in gara all’Ariston i Negrita (I ragazzi stanno bene). Non mancano due campioni del pop come Francesco Renga (Aspetto che torni) e Nek (Mi farò trovare pronto). A completare la squadra i due vincitori di Sanremo Giovani: il cantautore in grande ascesa Mahmood e l’idolo delle teenagers Einar (anche lui provenienti da Amici). Canteranno due brani differenti da quelli con cui hanno vinto la kermesse dicembrina. Innumerevoli i big che non sono stati selezionati, si parla di Dodi Battaglia (con una canzone scritta da Giorgio Faletti), Bianca Atzei (con brano firmato da Gianluca Grignani), Dolcenera, Rocco Hunt e molti altri. Sta suscitando non poche polemiche l’esclusione di “Caramelle”, canzone scritta da Pierdavide Carone che tratta il tema della pedofilia con delicatezza e sensibilità.

Carone ha presentato il brano in coppia con i Dear Jack. In risposta al “gran rifiuto” il brano sta, invece, riscuotendo molto successo tra il pubblico e gli addetti ai lavori. Molti artisti famosi (Giorgia, Negramaro, Ermal Meta) hanno manifestato pubblicamente, soprattutto sui social, apprezzamenti per la canzone. “Caramelle” è un brano tanto profondo quanto orecchiabile. E le radio non se lo stanno facendo scappare. Siamo sicuri che le ventiquattro canzoni che sentiremo a febbraio saranno tutte più belle? Non possiamo che augurarcelo ma Sanremo ci ha abituati a tutto. La speranza è che a vincere possa essere la musica, sempre.