L’incubo di Hill House, di Shirley Jackson

L’incubo di Hill House, di Shirley Jackson

10 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

“The haunting of Hill House”, tradotto in Italia come “L’incubo di Hill House” malgrado il significato originale sia “L’infestazione di Hill House”, compirà nel 2019 i suoi primi sessant’anni. L’opera risale infatti al 1959, ma l’edizione italiana arriverà solo vent’anni dopo. È considerato uno dei capolavori della letteratura horror del secolo scorso, tanto da ispirare altri maestri del brivido come Stephen King, oltre a diversi film e, recentemente, la serie televisiva prodotta da Netflix.

La trama è piuttosto nota, anche perché sono molte le opere che hanno seguito poi lo stesso schema. Un professore, interessato al soprannaturale, invita una serie di persone che hanno dimostrato capacità sensitive a Hill House, villa considerata infestata. Tra di loro c’è anche Eleanor Vance, una ragazza piuttosto infelice, che la scrittrice riesce a rendere nel suo carattere sfaccettato e complesso, nelle sue manie e nelle contraddizioni.

L’ambientazione è magistrale: la casa viene descritta in tutte le sue anomalie costruttive capaci di mettere a disagio chi vi entra creando giochi ottici inquietanti. La vicenda segue un climax che dal disagio conduce alla paura e poi alla totale follia della protagonista, che sembra la destinataria principale dei fenomeni spaventosi in corso dietro alle mura di Hill House.

Punta di diamante dell’opera è lo stile, che si avvicina alla poesia e dimostra così in via definitiva che l’horror può avere una sua eleganza senza che questo ne infici l’effetto spaventoso ma, al contrario, contribuendo a regalare un’ulteriore aura di inquietudine.