Smartphone e onde elettromagnetiche: il Tar ordina ai ministeri di informare i cittadini

Smartphone e onde elettromagnetiche: il Tar ordina ai ministeri di informare i cittadini

16 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

Il Tar rivoluziona il mondo dei telefonini. Con una sentenza, infatti, ha ordinato a ministero dell’Ambiente, della Scuola e della Salute a informare tutta la popolazione, entro sei mesi, dei rischi nell’uso dello smartphone. Servirà naturalmente una campagna informativa, che i tre ministeri potranno concordare o fare separatamente. La cosa importante è che passino alcuni messaggi: l’uso corretto di cellulari e cordless per non incorrere in malattie e per non inquinare l’ambiente. Per quanto riguarda il ministro dell’Istruzione, dovrà attivarsi per far capire agli studenti che esiste un uso proprio e un uso improprio dello smartphone.

Il Tar del Lazio ha così accolto parzialmente il ricorso presentato dall’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog. Quest’ultima si era rivolta al tribunale amministrativo per obbligare i ministeri a emanare il decreto del febbraio 2001, con la Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Il Tar l’ha però rigettata “per difetto assoluto di giurisdizione, venendo in rilievo il mancato esercizio di poteri di natura normativa”.

Sì, invece, all’avvio della campagna d’informazione alla popolazione. Già il 16 gennaio del 2012 il ministero della Salute aveva evidenziato i possibili rischi per la salute usando in maniera impropria il cellulare. Aveva evidenziato, inoltre, che il Consiglio superiore della sanità – con un parere del 2011 – aveva a sua volta rilevato che, allo stato delle conoscenze scientifiche, non ci fosse un nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali. Non poteva però neanche essere escluso.

Da allora, son passati diversi anni e nulla è stato fatto in proposito. Ecco perché ora il Tar ha concesso un massimo di sei mesi: “Obbligo a ciascun ministero, per il proprio ambito di competenza, di provvedere ad adottare una campagna informativa rivolta all’intera popolazione, avente a oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso di cellulari e cordless e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi”.

Viene da dire meglio tardi che mai. Anche se i buoi forse sono già scappati visto l’uso smodato e sbagliato che facciamo degli smartphone. Ma forse le prossime generazioni potranno comunque beneficiarne delle campagne informative. Senza contare che in molti, campagne o non campagne, hanno iniziato a usare le cuffie o il vivavoce per evitare il contatto diretto con le onde elettromagnetiche dei device in uso.

di Alessandro Pignatelli