Athletica Vaticana: lo sport con il doping della fede

Athletica Vaticana: lo sport con il doping della fede

17 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Dopo la squadra di calcio, ora il vaticano ha una squadra di atletica. Una comunità di volontari formata da diversi dipendenti dello Stato Pontificio per seguire la passione per la corsa, il podismo, insomma. Vi parteciperanno guardie svizzere, gendarmi, ma anche vigili del fuoco, operai, giornalisti, docenti, oltre che giardinieri, farmacisti, dipendenti dei Musei Vaticani e delle Ville Pontificie.

“Triplete” Clericus per il Collegio Urbano

Poi ovviamente dei sacerdotie alcune donne. Dal primo gennaio 2019 parteciperà ufficialmente a tutte le manifestazioni podistiche italiane e internazionali, essendosi affiliata alla Federazione italiana di atletica leggera. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dal presidente del Pontificio Consiglio della cultura, il cardinale Gianfranco Ravasi, e dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. I podisti di Athletica Vaticana sono in tutto 60, tra laici e sacerdoti. Ci saranno nella squadra anche due migranti, in virtù della volontà di integrazione che il Vaticano porta avanti. A breve è attesa anche l’affiliazione alla Federazione italiana sport paraolimpici e sperimentali, in vista di un’intesa con il Comitato italiano paraolimpico, per rilanciare la voglia di inclusione delle persone con disabilità attraverso lo sport. L’Athletica Vaticana è già stata protagonista sulle strade di Roma correndo la Rome Half Marathon Via Pacis, su un percorso che unisce i luoghi di culto di tutte le religioni e anche con iniziative solidali per i poveri, promosse con l’Elemosineria Apostolica a nome di Papa Francesco. È con questo stile che Athletica Vaticana affronta, correndo, il 2019. Puntando, a piccoli passi, anche ad alcuni appuntamenti internazionali, secondo la naturale vocazione universale della Santa Sede. Così si sta procedendo nell’iter per l’affiliazione alla IAAF.

In futuro, la Rappresentativa vaticana vorrebbe essere presente ai Giochi dei Piccoli Stati Europei, a cui partecipano gli Stati con meno di un milione di abitanti, e più avanti, forse, ai Giochi del Mediterraneo, due appuntamenti internazionali ideali per portare una testimonianza di pace. Sulla scia del gesto simbolico che ha aperto, a febbraio 2018, le Olimpiadi invernali in Corea: la consegna della maglietta di Athletica Vaticana ai rappresentanti dello sport mondiale, a cominciare dal presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach. In Vaticano lo sport è fondamentale. La “Clericus Cup”, il mondiale di calcio del Vaticano per seminaristi e sacerdoti, attivo da ormai 12 anni, conta 370 tesserati dove giocano atleti consacrati, di 70 nazionalità diverse. Il Centro Sportivo Italiano, consapevole della propria storia e tradizione all’interno della comunità cristiana ha come obiettivo con la “Clericus Cup”, di porsi al servizio del mondo giovanile ed ecclesiale, rimettendo al centro dell’attenzione generale lo sport come strumento di promozione umana e sociale.

L’obiettivo del CSI è un pieno rientro dello sport all’interno delle parrocchie e degli oratori, dove troppo spesso manca. La “Clericus” affronta il problema alla radici: fare rientrare lo sport nell’esperienza di vita di sacerdoti e seminaristi è il modo più solido perché domani abiti nuovamente i programmi pastorali di parrocchie ed oratori.