Cannabis Light, parla il Dottor Serpelloni: “In Italia in realtà non è legale”

Cannabis Light, parla il Dottor Serpelloni: “In Italia in realtà non è legale”

17 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Medico con oltre 35 anni di esperienza ha dedicato il suo lavoro allo studio e all’analisi delle neuroscienze della dipendenza, in contesti clinici e di ricerca, il dottor Giovanni Serpelloni è la persona adatta per parlare di droghe e del panorama italiano su questo. Ha ricoperto alti incarichi istituzionali per sette anni per il Sistema Sanitario Nazionale per quattro Governi in qualità di Capo del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un curriculum di svariate pagine, con collaborazioni europee e negli Usa, che si conclude, per ora, con l’attività di ricerca all’University of Florida. Il dottor Serpelloni, ci guida con la sua esperienza nel mondo della cannabis illegale e light.


Cosa succede quando si fuma una “canna”?

Sulla cannabis bisogna intenderci. Quella che normalmente viene utilizzata nel mercato illegale, è una sostanza stupefacente che ha un principio attivo molto potente sui neuroni del nostro cervello che si chiama deltanove THC. Ha effetti stimolanti sul cervello, perchè è una molecola che in qualche maniera emula delle molecole che si chiamano endocannabinoidi che noi abbiamo normalmente, solo che è 80-100 volte più potente. In poche parole, noi introducendo questo principio vegetale, andiamo a stimolare un sistema, quello dei cannabinoidi, che invece di reagire a velocità 10, lo fa a 100. creando degli stimoli che sono giudicati spesso piacevoli da chi usa queste sostanze e che hanno un aspetto euforizzante prima di tutto. Qualcuno lo usa come ansiolitico, perchè ha un effetto rilassante, poi ha anche un effetto empatogeno, socializzante.


Quali sono i danni che provoca?

Ha una serie di effetti collaterali che sono molto pesanti soprattutto nel medio e lungo termine. L’effetto principale è che ti fa perdere la percezione del pericolo, ti crea uno scarso coordinamento motorio perchè agisce sul cervelletto, non si ha la consapevolezza di questo alla guida di autoveicoli. Diminuisce anche la motivazione, la capacità di voler affrontare i problemi e la memoria, andando ad intaccare l’apprendimento. Nel lungo termine ciò significa che il quoziente intellettivo diminuisce dopo 20-30 anni di almeno otto punti, che non è poco. Oltre a questo abbiamo visto che chi ha una vulnerabilità dalla nascita agli effetti di queste sostanze, circa un 15-20% dei ragazzi, possono sviluppare delle psicosi, come la schizofrenia. La cannabis slatentizza delle patologie di questo tipo qui. In queste persone, c’è la possibilità che la cannabis attivi appetibilità verso altre sostanze come ad esempio eroina e cocaina. Il 98% delle persone che sono in cura per eroina presso i servizi alla tossicodipendenza hanno cominciato con la cannabis. Questo non vuol dire che tutti quelli che hanno iniziato ad usare cannabis finiranno con l’eroina, è circa un 20-25% al massimo che questa evoluzione.

Ci sono cannabis più leggere di altre?

La cannabis naturale ha una percentuale di Thc che va dal 4 al 6% (in natura, ndr). Quelle che si trovano sul mercato possono arrivare anche al 30-38%. attraverso una selezione delle piante, dei concimi che usano, le modalità di produzione, qualche modificazione genetica, hanno prodotto delle piante che non possono più definirsi “cannabis” leggera. È come passare da una bibita che ha il 4% di alcool e lo portiamo al 40%. Non si può più dire che si tratta di una bibita leggera. Le droghe che continuano ad essere prodotte, nella fattispecie cannabis, continuano ad aumentar e il principio attivo. Contemporaneamente tolgono nella produzione un altro principio interno che si chiama cannabidiolo (Cbd). È un antagonista del Thc, vuol dire che è un antipsicotico, riduce l’effetto. Quindi viene tolto e la droga diventa più “stonante”, che è un effetto molto apprezzato. Il problema è che pericolosissimo per la salute mentale di queste persone. Poi ci sono altre 500 sostanze e molecole, è molto complessa sia da conoscere sia da governare. Dalla cannabis si possono poi estrarre delle resine, dei concentrati, il più noto è l’hashish. Poi attraverso l’estrazione con il butano, si può arrivare a livelli pazzeschi di Thc, anche del 98%. C’è chi si fuma questa roba.

Che differenza c’è tra la cannabis illegale appena descritta e quella light legale?

In Italia in realtà non è stato concesso niente. La cannabis light, che deve avere la caratteristica della soglia dello 0,6% di Thc, mentre ha percentuali variabilissime fino al 20% di canabidiolo. Ma non è permesso per legge l’uso umano. Non si può fumare o mangiare. Può essere utilizzata solo per collezione, uso ornamentale o può essere utilizzata per ricerca. Questi negozi che sono stati aperti, stanno imbrogliando la legge. La vendono con questo espediente e chi la compra lo fa per uso umano. Questo non è permesso. Il pericolo, da un punto di vista di salute pubblica esiste comunque, perchè il Consiglio Superiore di Sanità ha fatto presente che dentro ci sono delle percentuali anche se basse di Thc. Non è un prodotto studiato per l’uso umano, non se ne sa molto. Non ha senso, è giusto per far guadagnare qualcuno. È possibile da una sostanza di questo genere arrivare ad estrarre una percentuale che può variare anche sui 14-20 milligrammi di sostanza attiva, quella contenuta più o meno in uno spinello. Allora abbiamo guardato cosa c’è in internet, trovando un metodo, con il butano. Quello che eseguono i ragazzini che poi esplodono, perchè è un gas altamente infiammabile. Attraverso questo meccanismo, salta fuori che si può concentrare una dose “drogante”. È un sostanza pericolosa dal punto di vista della salute.


Conoscendo questi rischi, perchè introdurre un nuovo pericolo per la salute pubblica?

La nostra società è una contraddizione, ma è molto semplice. Si divide in due. Da un lato valuta il danno che produce ammazzando un po’ di gente, ma con un alto guadagno, dall’altro si preoccupa della salute pubblica indipendentemente dagli interessi che va a perdere. Non ci sono alternative. È comunque un mercato destinato a fallire, quello italiano, per via di come ci stiamo impegnando noi e a causa delle normative, anche a livello europeo. Nell’ultimo sondaggio di questi giorni, almeno il 63% della popolazione italiana non è favorevole alla legalizzazione. Ci sono un sacco di associazioni di genitori e di comuni che hanno già vietato l’apertura e manifestano il loro non consenso all’apertura di questi negozi, per tutelare i ragazzi. È un disastro perchè apre ai giovani la strada verso la droga. Tutto ciò secondo me, poi, è una preparazione commerciale alla legalizzazione della cannabis ad alto contenuto di Thc.

Ma chi assume lo stesso la cannabis light verso a che cosa va incontro?

Sicuramente la percezione del rischio del rischio, un fattore protettivo, nel ragazzino diminuisce. Anche a livello sociale, poi, il timore della disapprovazione diminuisce. Tutti danni psichici e sociali. L’apertura di un negozio davanti ad una scuola, di per sé, anche se non la vanno a comprare fa già danno. Se c’è qualcuno di più vulnerabile o incuriosito ci casca, potendo andare avanti anche con le altre droghe. Il danno qui è ancora prima sociale. Fumare questa sostanza crea più danni delle sigarette, perchè ci sono più elementi rispetto al tabacco, poi è sempre cancerogena.

Perchè i ragazzi ne sono così attratti?

Per capire bisogna ricorrere un po’ alle neuroscienze. Se si chiede a tutti quelli che abbiamo in carico oggi tra le oltre 150mila persone tossicodipendenti all’interno dei servizi con cosa hanno iniziato, diranno tutti la cannabis. Se poi si continua con la domanda se pensassero di provare altro in quel momento, risponderebbero di no. Non c’è consapevolezza. Se prendiamo cento ragazzini e andiamo a vedere come sono formati il loro cervello, sistema ricettoriale e i geni si noterà che circa una ventina sono predisposti ad un deficit della gratificazione. Condizioni di base di malessere e vulnerabilità neuropsichica. Ci sono persone che stanno male, con stimoli ambientali negativi che incrementano questa situazione, se assumono sostanze riescono a comprendere che con poco lavoro si tranquillizzano e diventano più bravi a relazionarsi. La soluzione chimica alla portata di tutti diventa immediata e molto efficiente dal punto di vista della sensazione che dà. I giovani con situazioni particolarmente disagiate sono quelli che ci preoccupano di più e che ci restano più dentro. Se queste persone si mettono in un contesto di tutela, si salvano e diventano delle persone regolari e a volte anche più dotate.