Exodos

di Luca Forlani –

Stiamo vivendo un periodo incandescente a proposito del tema immigrazione. Il Governo si è distinto per una forte presa di posizione contraria all’accoglienza indiscriminata. Recentemente è stato molto criticato Claudio Baglioni per aver espresso pubblicamente – durante la conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo – il suo parere a favore dell’accoglienza e contro le rigide politiche del Governo. Exodos, in scena oggi alle 17 al Macro di Roma, nasce proprio da un progetto sull’immigrazione sviluppato da un gruppo artistico multietnico. Un collettivo composto da africani, europei e israeliani e guidato dal regista Luigi Saravo. Gli artisti sono entrati in contatto con luoghi dove risiedono immigrati clandestini e hanno esplorato le loro storie. È iniziato così un viaggio alla scoperta dei luoghi d’origine dell’Africa centrale, passando per i viaggi che queste persone hanno dovuto affrontare per fuggire da situazioni violente. Un percorso che inizia nel nord Africa, passando per i centri di raccolta in Libia, fino ai viaggi in mare.

Queste storie sono diventate la matrice per sviluppare un racconto più composito. Si è così arrivati alla composizione di uno spettacolo prevalentemente visivo, che superando le barriere linguistiche, possa essere in grado di raccontare le esperienze raccolte. Un lavoro di scambio e cooperazione capace di essere testimonianza di quelle vite e di quelle persone. Storie spesso drammatiche e dolorose ma pregne di speranza e fiducia in futuro migliore.

Uno spettacolo innovativo che mira a un pubblico più ampio e a interagire con esso. “Ora vogliamo portare questo percorso ad un pubblico più ampio per continuare a condividere la nostra esperienza ed ampliare le possibilità della nostra ricerca. Affiancheremo allo spettacolo momenti di condivisione con gli spettatori, interagendo con essi e facendoli interagire tra loro, ascolteremo le loro storie e li renderemo parte attiva parte di questo viaggio”, racconta il regista Luigi Saravo. Il pubblico diventa quindi fruitore attivo dello spettacolo. E sicuramente anche le coscienze di chi assisterà a Exodos non potranno restare indifferenti.

L’incontro tra culture diverse diventa exemplum per un necessario superamento di ogni barriera. Unica via per oltrepassare questi limiti è la conoscenza. Il sapere come strumento per entrare in contatto senza pregiudizi con altri popoli. In un’epoca in cui la differenza sembra essere un problema, il teatro ci insegna ancora una volta che essa è invece una grande ricchezza. Un teatro dal forte valore sociale e culturale. Un’unione tra le diverse arti per costruire uno spettacolo dal forte impatto visivo. L’arte sa ancora essere un linguaggio universale capace di raccontare il presente e l’attualità senza pietismi o, peggio, propagandisti. E forse proprio il teatro può essere la risposta più giusta al dilagare di razzismo e odio. Exodos non è uno spettacolo ideologico, racconta delle storie di vita. Le esperienze che hanno portato alla creazione della struttura drammaturgica dello spettacolo raccontano di persone che meritano rispetto e la possibilità di avere una vita migliore.

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