Le parole di Pirandello risuonano al San Babila

Le parole di Pirandello risuonano al San Babila

17 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

Reduce da una fortunata tournée che ha registrato sold out per oltre 280 repliche, Uno Nessuno Centomila è arrivato a Milano, per una sera soltanto. Il famoso testo pirandelliano è interpretato sulla scena da Enrico Lo Verso. La regia è curata da Alessandra Pizzi.

Lo spettacolo, prima di riprendere l’ennesima tournèe in giro per l’Italia, approda al Teatro San Babila di Milano. L’attore palermitano dà corpo e voce ai personaggi del romanzo più celebre di Pirandello, rendendo omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi ditutti i tempi. Lo spettacolo, acclamato dalla critica e dal pubblico soprattutto dei più giovani, ha di recente ricevuto a Busto Arsizio il “Premio Delia Cajelli per il Teatro”, nell’ambito della Seconda Edizione delle Giornate Pirandelliane, promosse dall’associazione Educarte in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Pirandelliani di Agrigento. Nella scorsa stagione ha vinto il Premio Franco Enriquezper la migliore interpretazione e la migliore regia. Definito dall’autore in una lettera autobiografica come“il più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”, Uno Nessuno Centomila è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita a partire da un dettaglio minimo, insignificante.

Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano attorno a un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita. “Avrei voluto che Pirandello fosse vivo per mostrargli la grandezza della sua parola, la contemporaneità del suo messaggio più attuale che mai oggi, a 100 anni dalla sua formulazione”, racconta il regista. Da qui l’idea di una nuova e originale messa in scena volta a rendere l’eternità della concezione pirandelliana, l’atemporalità del protagonista, uomo di ieri, di oggi, di domani. Pizzi si dice orgoglioso di aver messo in scena un romanzo di così alta caratura: “mi chiedo ogni sera, osservando il pubblico che, immobile, assiste allo spettacolo, se Pirandello fosse veramente consapevole delle conseguenze che la portata della forza tumultuosa di quella giustapposizione di pensieri, di quella serie, interminabile, di quesiti, della ricerca smaniosa di risposte, avrebbero potuto produrre sul pubblico.

O se, come spesso accade, il risultato abbia per davvero superato le intenzioni”. Il romanzo è stato riadattato in forma di monologo in modo da “diventare il presupposto per un teatro che “informa”, che supera la funzione dell’intrattenimento e diventa pretesto, occasione, spunto, per la conoscenza”, sottolinea il regista. Il monologo è affidato al racconto e alla bravura di Enrico Lo Verso che, dopo dieci anni di assenza dal teatro, torna sul palcoscenico per dar vita a un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”, e ai personaggi del romanzo, in un allestimento minimale ma mutevole in ogni contesto.

Una sorta di seduta psicoterapeutica da cui si viene irrimediabilmente attratti, per affondare le mani nella propria mente, inconsapevoli degli scenari che potrebbero aprirsi. E il pubblico silenzioso e attento ascolta risuonare le parole di Pirandello, così profonde quanto attuali. Esse sono pronunciate dalla voce di Enrico Lo Verso che con un’interpretazione vissuta intensamente riesce ad ammaliare gli spettatori. Un’ora e dieci di grande cultura e magnifica recitazione. È il teatro più essenziale, quello che sa emozionare.