Lezioni di solidarietà da Besnate e Busto Arsizio

Lezioni di solidarietà da Besnate e Busto Arsizio

17 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Antonella Lenge –

Week-end proficuo dal punto di vista della solidarietà, quello scorso, in due realtà della provincia di Varese, Besnate e Busto Arsizio.

Seppure diverse in dimensioni, le due cittadine sono state accomunate dall’inaugurazione di due attività molto simili tra loro, che promuovono una nuova forma di assistenzialismo che pone al centro la dignità della persona.

A Besnate si chiama “La Bottega Solidale” e nasce da un’idea dell’Associazione Cenacolo di Maria, attiva nel volontariato da circa un decennio.

Con la collaborazione del Comune, che ne ha messo a disposizione gli spazi, in Via Mylius, nell’ex Centro prelievi, la gente può andare a fare la spesa… senza spendere soldi!

L’idea innovativa, infatti, è quella di poter barattare i prodotti con il proprio tempo: a ogni bene corrisponde un prezzo in Euro che viene tradotto in tempo a disposizione della comunità (10 € di prodotti equivalgono a un’ora di lavori socialmente utili, ad esempio), da svolgere all’interno della Bottega stessa oppure a sostegno di altre Associazioni del paese.

Tre famiglie alla volta per tre mesi potranno recarsi in negozio per avere ma anche per dare, in un’ottica di welfare generativo che va ben oltre il rifornimento di pasta, detersivi e altri beni di primaria necessità.

A Busto Arsizio, nel Rione di Sant’Edoardo, si chiama “Il negozio solidale”, inaugurato il 13 gennaio e generato dalla collaborazione tra comunità, Parrocchia, Caritas e Amministrazione Comunale.

Anche questo ha tutta l’aria di un normale supermercato, ugualmente rivolto agli indigenti e anche qui non è previsto il pagamento in denaro ma attraverso una tessera punti. I punti stabiliscono lo stato di bisogno e i carichi familiari e vanno da un minimo di 400 a un massimo di 1000 e vengono ricaricati mensilmente: a seconda del grado di bisogno si ha diritto a un certo quantitativo di beni.

Entrambi i progetti vanno a sostituire il “pacco alimentare” e permettono alle persone meno abbienti, individuate dai Servizi Sociali Comunali, di scegliere autonomamente come riempire il proprio carrello ed entrambe le realtà sono sostenute da volontari e una fitta rete di donatori.

Applausi, dunque, per questi modelli intelligenti in cui solidarietà e dignità vanno piacevolmente a braccetto.