Roma tra i rifiuti, De Luca: “È il fallimento di un’Amministrazione”

di Alessandro Pignatelli –

Roma protesta sotto i cumuli d’immondizia? Sì. Ma la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Athos De Luca, politico di area centrosinistra della capitale, consigliere quando il primo cittadino era Ignazio Marino e oggi consigliere del municipio di Ostia, spiega perché: “Perché ora stanno pensando di alzare la Tari, ma lo puoi fare soltanto se ci sono dei miglioramenti nei servizi. Altrimenti, come fai? La gente vede una città che sprofonda sotto i rifiuti e non si capaciterebbe di un aumento della tassa. Non so come ne uscirà da questa situazione l’amministrazione Raggi”.  

L’incendio all’impianto Ama di Salario, confida De Luca, “è un pretesto per dire che la situazione è peggiorata. Loro dicono che vogliono aumentare la Tari perché far portare i rifiuti fuori Roma ha un costo superiore e non è così; Ama risparmia in questo modo”. Ma non è l’unica critica mossa da De Luca: “Da due anni e mezzo a questa parte, la raccolta differenziata si è fermata a Roma. E dire che era uno dei cavalli di battaglia di Virginia Raggi e dei suoi. Avevano intenzione di arrivare al 55% nel 2019 e al 70% nel 2021, invece siamo ancora al 44%. Non possono neanche dire che è colpa dell’incendio perché la raccolta differenziata si fa porta a porta. Sono semplicemente incapaci di gestire la situazione. Gli uomini li hanno, 8 mila, e pure le risorse, 800 milioni che arrivano proprio dalla Tari. Il piano che avevano presentato sui rifiuti è fallito miseramente. Avevano promesso isole ecologiche, dove prendere i materiali da buttare prima che finiscano negli impianti, parlavano di 200 milioni di tonnellate l’anno. E, infine, anche tre impianti di compostaggio. Ora l’assessore dice che sono i cittadini a non volerli”.

Quindi la situazione è davvero nera come viene dipinta? “Il Salario era un impianto abbandonato a se stesso. Non c’era nessuno a controllarlo. Le telecamere erano presenti all’interno, ma non nell’area circostante. Io dico che prima di parlare di un complotto, dovrebbero riflettere attentamente. Ora, ogni volta, devono trovare chi vuole i rifiuti di Roma. E, come ho detto, in questo modo Ama ci guadagna pure”.

La ventilata ipotesi di aumentato della Tari, come detto all’inizio, porterebbe probabilmente alle proteste dei cittadini e pure dei sindacati: “Con cui invece si prostrano. Hanno una gran paura degli scioperi Ama”. Conferma: “Ma ora loro giustificheranno a lungo la situazione di Roma con l’incendio dell’impianto a metà dicembre. Invece, si ritrovano nel classico ‘cul de sac’. Non vedo come potranno uscirne”. E come Roma potrà tornare a essere la città che tutto il mondo ci invidia. Oggi, sinceramente, non lo è. Con i cassonetti pieni e l’immondizia fuori, sui marciapiedi. E con i roghi (proprio in questi giorni un’inchiesta ha portato a indagare 57 persone nel Lazio per gli incendi dei rifiuti tossici). Con un consiglio comunale straordinario in cui si è protestato e in cui Virginia Raggi ha cercato di rassicurare tutti: “Come abbiamo risollevato Atac, risolleveremo anche Ama. Quando abbiamo detto che avremmo salvato l’azienda dei trasporti, siamo stati insultati e derisi e ora Atac è salva e stanno arrivando i nuovi bus. Chi pensa che ci tireremo indietro con Ama non ha capito, la città sarà pulita e l’azienda verrà risanata. È una battaglia epocale che vinceremo perché Roma non merita di essere maltrattata, e chiedo a tutti di essere uniti”.

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