Muore mentre l’arrestano con mani e piedi legati

Muore mentre l’arrestano con mani e piedi legati

18 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

È presto per parlare di forze dell’ordine violente, ma il caso va segnalato. A Empoli, infatti, un uomo è morto per un malore mentre era ammanettato e con i piedi legati con un cordino dalla polizia, che lo stava arrestando dopo un controllo in un Money Transfer. L’uomo era un cittadino tunisino. Gli agenti hanno detto di essere stati costretti a imprigionarlo in quel modo perché scalciava.

I poliziotti sono naturalmente sottoposti a interrogatorio dal pubblico ministero, Christine Bon Borries. Ma si sta sentendo anche la versione dei sanitari, che sono intervenuti nelle fasi del controllo da parte della polizia. A occuparsi della vicenda è la squadra mobile della questura di Firenze. Certo, non è un biglietto da visita per i poliziotti arrestare qualcuno legandogli mani e piedi, soprattutto se la persona in questione muore per un malore proprio in quei momenti.

La vittima aveva 32 anni mentre si trovava al Taj Mahal, negozio che vende anche generi alimentari. Durante l’arresto, sarebbe stato in stato di alterazione. Era entrato nel Taj Mahal tentando di farsi cambiare una banconota falsa. Di fronte al rifiuto dei titolari, sarebbe diventato minaccioso. Tanto che è stata chiamata la polizia. Che è arrivata insieme a un’ambulanza del 118 con medico a bordo.

Sempre secondo il racconto di chi era presente, gli agenti non riuscivano a trattenere l’uomo, che sarebbe riuscito a scappare in strada. Qui sarebbe stato bloccato e riportato all’interno, dove è avvenuta l’immobilizzazione. Durante questa, il tunisino è andato in arresto cardiocircolatorio e sono stati inutili i tentativi di rianimarlo da parte del medico e dei sanitari.

Sarà la pm a decidere se richiedere l’autopsia. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima aveva problemi di alcol ed era di Livorno. Forse verranno utilizzate anche le telecamere di sorveglianza che sono all’interno e all’esterno del money transfer. Si vuole vedere chiaro prima che si cominci a dividersi in due partiti: quelli per i quali la polizia usa metodi troppo bruschi e quelli che dicono che la fermezza è l’unica arma che hanno a disposizione le nostre forze dell’ordine. Certo, non è la prima volta che qualcuno perde la vita durante un arresto un po’ troppo violento. E molti finiscono dritti in tribunale e le cause durano anni. Per ora, impossibile dire di più. O dare responsabilità a qualcuno. Sarà per l’appunto la magistratura a decidere se archiviare il caso o se proseguire nelle indagini.

di Alessandro Pignatelli