Comunque amare: la sindrome di Down vince i pregiudizi

Comunque amare: la sindrome di Down vince i pregiudizi

24 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Ce l’hanno insegnato Renzo e Lucia, attraverso la penna di Manzoni; ne abbiamo avuto la prova con Romeo e Giulietta, la celebre opera di Shakespeare, e con Cathy e Heatcliff di “Cime Tempestose”. E se non si è fan della letteratura tradizionale, forse si è più preparati sulla storia tra Sam e Molly, la coppia della celebre pellicola “Ghost”, o su quella (reale) tra Kurt Cobain e Courtney Love. Insomma: che siano libri, film o musica, tutto sembra insegnarci che contro l’amore proprio non ci si fa nulla. Che contro il cuore, come racconta questa rubrica, è impossibile andare: che basti guardare Paolo e Francesca, che pur di amarsi hanno accettato l’inferno dantesco.

E non è una questione di tempo: perché anche oggi certi amori sono difficili, contrastati, ostacolati. Ma così come non cambiano le difficoltà, non muta nemmeno il finale: l’amore, quello vero, trionfa sempre.

Il lieto inizio

Ma non è corretto, in questo caso, parlare di finale: perché per Luca e Silvana la favola è appena cominciata. Ed è iniziata il 5 gennaio scorso, quando hanno pronunciato il loro “sì” dopo un fidanzamento di dieci anni che li ha visti lottare contro insensati pregiudizi e inaccettabile critiche da parte di chi i limiti li vede negli altri perché li ha nella propria testa; il “limite” di Luca e Silvana, infatti, secondo alcuni, sembrava essere la Sindrome di Down – di cui entrambi sono affetti –, una patologia che per loro, invece, non è stata un ostacolo e che in nessun modo ha proibito la realizzazione del loro sogno d’amore.

Il loro sogno era quello di sposarsi e vivere insieme: ci sono riusciti, nonostante le diffidenze degli educatori che, inizialmente, la credevano una storia impossibile e le lentezze burocratiche da affrontare.

C’era una volta…

Luca e Silvana si sono conosciuti dieci anni fa a Bolzano, al convitto di via Fago, dove vivevano l’esperienza di ospitalità temporanea per sviluppare l’autonomia delle persone con Sindrome di Down: il loro è un amore nato e cresciuto giorno dopo giorno, passo dopo passo, alla scoperta quotidiana uno dell’altra fino a capire che non era un caso il loro incontro. Era destino. E l’hanno dimostrato.

Silvana, 44 anni, è diventata moglie di Luca, 55 anni: lei, avvolta dall’abito bianco che ha sempre immaginato e lui con la sua cravatta grigio perla. A celebrare le nozze don Mario Gretter, da sempre vicino alla coppia.

Diventare ispirazione

Come ogni storia che si rispetti, così come abbiamo nominato Renzo e Lucia, anche quella di Luca e Silvana merita di essere raccontata e conosciuta, affinché la sua morale si diffonda e arrivi, in particolar modo, alla forza dell’amore non ci crede e pensa che queste storie siano solo retorica: ma di retorica, qui, non c’è nulla, si tratta del frutto di chi per anni ha coltivato la sua vita, il rispetto per se stesso, la consapevolezza di essere un individuo come gli altri, senza alcun diritto o possibilità in meno.

Ed è così, quindi, che il regista Stefano Lisci ha deciso di realizzare “Luca + Silvana”, un film sulla coppia, che è necessario raccontare “per la semplicità dei sentimenti con cui sa conquistare, per le difficoltà e i pregiudizi che hanno dovuto affrontare”. Non solo: la pellicola sarà anche una riflessione, attraverso sfumature si può dire tragicomiche, su come la nostra società percepisce la sindrome di down.

Luca e Silvana abiteranno in un appartamento protetto, all’interno di una comunità in cui gli educatori potranno aiutarli nella loro quotidianità e nel loro desiderio di creare una famiglia.