‘Educare’ significa conoscere: la sindrome di Down nel libro di un papà

di Alessandro Pignatelli –

Un libro che racconta una storia vera. Una storia di un papà, di una famiglia, di una figlia con la sindrome di Down. Si chiama ‘Anna che sorride alla pioggia. Storia di calzini spaiati’ di Guido Marangoni, vincitore del Premio Bancarella 2018. A parlarne a Il Cosmo è Amanda Colombo, proprietaria della ‘Galleria del Libro’ a Legnano, nonché votante al Premio Bancarella. Che incontra l’autore grazie al progetto della parrocchia di OltreSempione, che ha aderito alla Settimana dell’educazione.

Così Amanda descrive lo scritto: “Si parla di disabilità. Anna ha la sindrome di Down, ma non è la sindrome di Down. È tante altre cose. Infatti Guido, che è il padre, spiega che quando il medico ti dice che avrai una figlia disabile, non è mai una bella notizia. Ma è la bimba che nasce poi a esserlo”. Sono parole sincere, che sgorgano dal cuore quelle del romanzo. Nato dai racconti postati su Facebook da Guido stesso sulla pagina ‘Buone notizie secondo Anna’ e poi raccolti per farne un libro.

“Abbiamo il punto di vista di un papà. Ciò che vuol dire avere una figlia disabile, una cosa difficile, ma anche bella. Parole che esulano dalle semplici statistiche mediche”. Sono anche pagine che aiutano a capire meglio come affrontare la burocrazia in casi simili. Come affrontare la quotidianità. ‘Educa’, ma anche con un altro significato, più profondo: “Educare significa conoscere. Ecco il filo che lega questo libro alla Settimana dell’educazione”.

Anna è la terza figlia di Guido e di sua moglie. È una bambina speciale, con bisogno speciali. “E’ un libro pieno d’amore e carico di significati. Non si parla spesso dell’argomento disabilità, si prova quasi vergogna”. E invece no, parlarne è il modo migliore per evitare di considerare la disabilità una diversità, con accezione negativa. Chi ha qualche handicap, ha sicuramente bisogno di cure diverse, ma dentro è uguale a chi è sano. Non c’è niente di meglio, dunque, di un libro scritto da un papà per scoprirlo.  

Chi ha recensito il libro, ha espresso così il suo pensiero: “Ci liberiamo dall’imbarazzo per un tema che siamo soliti affrontare, anche ipocritamente, con toni e sguardi ammantati di commiserazione. Questo papà rompe stereotipi e abbatte barriere. Ed è una sfida anche Anna che sorride alla pioggia, la sua opera prima dove scrive di sé e della sua famiglia con l’ironia, la leggerezza e la profondità che caratterizza tutto il suo pensare”. Veniamo in qualche modo ‘educati’ a trattare nel modo giusto chi soffre grazie a questa serie di racconti. Perché non va mai dimenticato che c’è comunque sofferenza in chi è disabile. Aggiungerci i nostri sguardi di pietà non aiuta di certo.

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