Fateci un film, vi offro la mia rubrica

Fateci un film, vi offro la mia rubrica

24 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

In questi giorni mi domandavo perché avessero prodotto due film, ‘ Benvenuti al Sud’ e ‘Benvenuti al Nord’, ignorando il ‘Benvenuti al Centro’. Mi sono interrogato sul fatto che, forse, quest’ultimo poteva essere un resumé del primo e del secondo, quindi in qualche modo banale. Poi, grazie a Google, ho scoperto che in realtà esiste un ‘Benvenuti al Centro’, ma è una fiction. Ho sorriso, pensando che in fondo non eravamo stati dimenticati. Sono entrato sulla pagina con la trama e mi sono cadute le braccia. Quel ‘centro’ non sta per il Centro Italia, ma per Centro commerciale. Che tristezza.

Eppure, credetemi, di materiale per un film ce ne sarebbe. Comico, tragico, drammatico. Una commedia all’italiana. D’altro canto, è altrettanto vero che le location del Centro vengono spesso prese in prestito per girare film e serie tv, come ‘Don Matteo’. Che tanto è diventato popolare da aver fatto crescere il turismo a Orvieto e a Spoleto. Insomma, il Centro piace per i paesaggi, ma forse non riescono a caratterizzare in modo così estremo – come per il Nord e come per il Sud – chi ci abita. A volte faccio fatica pure io a trovare lo spunto per questa rubrica, ma poi l’ispirazione arriva sempre. Ecco, magari gli propongo di prendere la mia rubrica e farci un telefilm.

Scherzi a parte, il Centro ha personaggi e caratteristiche uniche. Quindi non andrebbe ignorato. Neanche dai registi cinematografici. Trovatemi voi un modo di parlare così semplice e genuino come a Terni, per esempio. Pane al pane e vino al vino. In pubblico come in privato. Trovatemi voi delle espressioni particolari come quelle toscane (a proposito, l’accento si presta benissimo per la comicità). Trovatevi voi un’imitazione più planetaria del romano coatto.

Forse qualcuno fa fatica a definirlo, il Centro. Considerato che Roma la considera già Sud e la Toscana Nord. Come a dire: la parte centrale dell’Italia non esiste. È un pezzo finto. Rifatto con il botox. Invece, non dimentichiamolo, tutto nasce da qui. A cominciare dall’Italia. Che poi si è espansa su e giù lasciando, giustamente, al centro di tutto la capitale. Perché magari Torino era più elegante, Firenze più artistica, ma Roma era la pancia, l’ombelico italico. Senza naturalmente dimenticare che anche qui trovi zone eleganti e di arte ce n’è da vendere (la Fontana di Trevi no, anche se qualcuno ci ha provato).

Chiudo qui. Il Nord è la locomotiva economica, il Sud la zavorra che in troppi vorrebbero distaccata. Il Centro che cos’è? Vorrei dire il cuore pulsante. Ma forse no. Il cuore verde, allora. Già meglio. Comunque una parte imprescindibile d’Italia, con i suoi idiomi. Il cuscinetto più comodo tra due pezzi di Paese che, se venissero a contatto, forse finirebbero per scatenarsi in una guerra civile. E che hanno goduto di notorietà nelle sale. Ora toccherebbe anche a noi, se permettete.