Matera festeggia la cultura e il riscatto dei Sud del mondo

Matera festeggia la cultura e il riscatto dei Sud del mondo

24 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Antonella Lenge –

Sono trascorsi più di quattro anni da quel 17 ottobre 2014, giorno di lacrime di gioia in cui venne proclamata Capitale Europea della Cultura 2019, ma quell’energia sociale, quel brio e quell’emozione sono andati sempre crescendo in nome di un nuovo patriottismo e presto, la storia affascinante di Matera ci regala un’altra occasione per nuove lacrime di gioia, che questa volta profumano di soddisfazione e di riscatto.

Sabato 19 gennaio 2019 la Città dei Sassi ha avuto la festa che meritava, quell’attenzione cui i sud del mondo non sono mai stati abituati forse perché di natura sempre troppo modesta o forse per qualche vizio politico che non ha mai permesso che emergesse.

La cultura è la grande protagonista indiscussa dell’evento: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo solenne discorso, ricorda che essa stessa è il tessuto connettivo della civiltà europea (“L’idea stessa di Europa si fonda, in misura fondamentale, sul valore riconosciuto alla cultura delle sue genti…”), intesa non come cultura di pochi ma come cultura inclusiva, che genera solidarietà. Il commosso sindaco Raffaello de Ruggieri, il cui discorso s’impone con aria trionfante ma anche provocatoria sull’immensa platea, riconosce alla cultura il merito di “rendere inevitabile ciò che è altamente improbabile” ed elogia l’efficace spinta sociale dei cittadini materani, minoranze dinamiche cui va il merito di questa lunga marcia vittoriosa che ha permesso a Matera di passare da vergogna nazionale a Capitale Europea della Cultura, trasformando il disagio in valore e le visioni in azioni.

Con convinzione il Primo Cittadino afferma che a Matera ci sono le condizioni per esprimere il modello di un Mezzogiorno vincente e funzionante e pare dargli ragione sia il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che “da uomo del sud, ha fiducia perché dal riscatto di Matera parta il riscatto dell’intero sud”, che il Presidente Mattarella che, vedendo in Matera un esempio di quanto la fatica e il genio di una Comunità siano riusciti a produrre, riflette anche su Matera come simbolo dei vari sud d’Europa, così importanti per il Continente perché nel Mediterraneo si giocheranno partite decisive per il suo destino e per quello dell’intero Pianeta.

Circa quattro milioni di telespettatori e migliaia e migliaia di persone hanno scelto di essere presenti alla cerimonia di inaugurazione, che ha dato il via a 48 settimane suggestivamente ricche di eventi che si protrarranno fino al 20 dicembre 2020.

Il programma ufficiale si presenta con lo slogan “Open Future” e, attorno a cinque aree tematiche (Futuro Remoto, Continuità e Rotture, Riflessioni e Connessioni, Utopie e Distopie, Radici e Percorsi) presenta un calendario fitto di iniziative, mostre, laboratori, spettacoli ed esibizioni di artisti provenienti da tutto il mondo.

Fruire di tutti questi eventi è possibile acquistando, al costo di 19 Euro, un simpatico “Passaporto”, che permetterà a ogni turista di diventare “Temponauta” (o cittadino temporaneo) di Matera, in un viaggio nel tempo in cui passato, presente e futuro si mescolano magicamente nell’atmosfera eterea dei Sassi.

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Matera Cielo Stellato: la parola ai Sassi

La cerimonia d’inaugurazione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 è stata anticipata da una iniziativa tanto suggestiva quanto originale, magica ed eterea.

Realizzata per la prima volta nel 2013 e fortemente voluta per quest’importante occasione, nei giorni del 18 e 19 gennaio 2019, dalle 16.40 alle 17.50 il Sasso Barisano si è liberato di ogni forma di illuminazione elettrica: spenta quella pubblica, oscurata quella delle case, la sola fonte di luce è stata assicurata da 2019 lumini distribuiti ai cittadini da parte dell’Associazione Scorribande Culturali.

Un suono di tromba ha dato il via all’evento e il tempo si è fermato in un elegante silenzio in cui il cielo si è capovolto e i Sassi sono stati invasi da tante magiche stelle.

L’ideatore dell’evento, Francesco Foschino, da sempre molto attivo sul territorio, nello spiegarci l’origine di questa idea, ci regala inevitabilmente un’altra lezione culturale, perché dietro un’immagine senza tempo in cui ci scopriamo ancora capaci di emozionarci facendo a meno dell’elettricità, c’è in realtà la riproposizione di quanto i nostri avi solevano fare.

Matera Cielo Stellato è quindi il risultato dello studio di vecchi testi che parlano delle nostre origini e quindi della nostra cultura, ma è anche la prova di quanto il connubio di determinazione, ambizione, volontà e collaborazione sia sempre vincente.

Francesco Foschino, con l’Associazione Scorribande Culturali e la cooperazione di tutto il quartiere del Sasso Barisano, è riuscito a spegnere le luci di un villaggio ed accendere le luci del cuore, quel cuore desideroso di far parlare soltanto il territorio.

Come nasce l’idea di Matera Cielo Stellato?

Fra i tanti aspetti che riguardano la storia e la struttura urbanistica di Matera, leggendo gli antichi scrittori e viaggiatori che ne parlavano, ce ne era uno che mi aveva sempre colpito.
Frequentemente infatti gli antichi scrittori narravano come al calar della notte tutti i cittadini ponessero un lume davanti la porta e ciò faceva sì che la città si trasformasse in un cielo stellato dove ciascun lume pareva una stella. Leggendo questi antichi testi, mi perdevo nei pensieri e immaginavo lo spettacolo che si mostrava davanti ai loro occhi, poiché da un lato l’illuminazione elettrica e dall’altro l’abbandono dei Sassi ce ne avevano privato per sempre. Da quel momento in un angolo del mio cuore ho sempre sperato di poter riportare le stelle a Matera, gli astri nella loro casa. Così è nato Matera Cielo Stellato.

Cosa vuol dire questo titolo per la tua città? Cosa regala ai materani questa nuova consapevolezza?

A questa domanda non esiste una risposta univoca, perché ciascun materano potrebbe rispondere in un modo diverso. Quello che posso dirti è che Matera è una città dalle enormi potenzialità fino ad oggi sottovalutate e sconosciute. Questo titolo ci dà l’opportunità di salire sul palco e di avere i riflettori puntati. Potremo mostrare qualcosa di diverso e nuovo dalla patina di miseria e povertà attraverso la quale siamo sempre stati descritti e narrati. Non é detto che ne saremo in grado.

DONNE 2019: una squadra tutta rosa per far ripartire il sud

Se si parla di Matera Capitale Europea 2019 non si può non citare un’Associazione che questo anno importante ce l’ha nel nome. Abbiamo incontrato Anna Selvaggi, esempio emblematico di donna materana nelle cui vene scorre energia vitale, ambizione, passione.

Già fondatrice dell’Associazione AIDE Associazione Indipendente Donne Europee, quando Matera è stata insignita del titolo di Capitale della Cultura, ha fondato l’Associazione Donne 2019, una squadra di figure di riferimento nella cultura per organizzare diversi eventi finalizzati alla promozione del territorio, oltre che alla sensibilizzazione su temi di grande spessore sociale e culturale.

Com’è nata l’idea di Donne 2019? Quali sono i requisiti e gli obiettivi di questa Associazione?

All’indomani della candidatura di Matera a Capitale Europea della cultura 2019 AIDE l’ASSOCIAZIONE INDIDPENDENTE DONNE EUROPEE che ho l’onore e l’onere di aver fondato, decide di mettere insieme un gruppo di donne provenienti dal mondo delle arti, della cultura del sociale delle imprese e delle professioni, per dar vita ad una serie di iniziative consonanti con la candidatura di Matera. In questa ottica, a latere delle attività messe in programma dalla Fondazione Matera Basilicata2019 deputata alla organizzazione degli Eventi, abbiamo organizzato anche grazie al patrocinio e alla collaborazione del Comune di Matera, progetti a tema, una serie di eventi culturali e sociali. Tra quelli già realizzati ricordo “ INTRECCI URBANI DI SAPIENZE FEMMINILI”: tre giorni di lavori con ospiti urbaniste ONU provenienti da altre nazioni e dove ci si è concentrati sul recupero delle periferie; il Progetto sulla violenza denominato “DONNE TRA FAVOLE E VERITA” che ha avuto un notevole successo grazie ad un format ironico e grottesco con ospiti di valenza internazionale. Con il grande bisogno di Pace che il nostro mondo anela di ottenere, abbiamo realizzato una lunga sciarpa di 19 metri. Creatività e manualità delle donne diventano messaggio di pace attraverso la grande sciarpa che idealmente vuole avvolgere in un unico abbraccio l’umanità. Altre iniziative sono in cantiere per tutto il 2019.

Il Presidente Mattarella ha detto che il Sud può ripartire da qui: in che modo la sua Associazione si dà da fare in questo senso?

Il Sud può ripartire da Matera e dalla Basilicata perché a differenza delle altre Regioni del Mezzogiorno non è afflitta da problematiche di devianza sociale importante , inibitori di qualunque forma di sviluppo e progresso. I lucani sono un popolo tranquillo ( forse troppo) e la nostra terra racchiude in sè tutti i prodromi perché si possa mettere a punto progetti di sviluppo autoctono che scongiuri le infauste sortite di imprenditori (e a volte politici) di assalto , interessati solo a carpire le risorse finanziarie spesso disponibili nelle aeree del mezzogiorno. Da parte nostra, coerenti con il principio del protagonismo autopropulsivo, stiamo recuperando quella progettualità femminile molto spesso sottovalutata che possa dar vita ad azioni di intrapresa per assicurare forze di lavoro al Sud molto spesso vagheggiate ma raramente concretizzatesi. E la rete di AIDE presente nelle regioni del Sud favorisce queste iniziative.

Quanto è servito a Matera questo titolo, questo riscatto?

In anni passati ci è capitato spesso di constatare che quando eravamo chiamate a dire quale fosse la nostra città di appartenenza, nel citare il nome di Matera spesso ci sentivamo rispondere “Dove si trova?”

Da qualche tempo quando citiamo Matera ci sentiamo rispondere “Che bella!” e questo ci riempie di gioia. Al di là del riconoscimento di questo UNICUM storico, ricordo che Matera è la terza città più antica del mondo e il turismo che ne è derivato ha conferito un significativo impulso all’economia della città e della regione con le sue colline, il suo mare, le sue Dolomiti e la sua prelibata enogastronomia.

La sua Associazione ha fatto qualcosa per la cerimonia ?

L’inaugurazione del grande evento di Matera a Capitale Europea 2019 è consistita solo negli eventi definiti in cartellone da parte del Dossier della Fondazione. Il nostro impegno indipendente rispetto alle attività della Fondazione e stato comunque coerente con le finalità della stessa, attraverso la nostra creatività e i bisogni sociali. Solo a titolo esemplificativo le dico che in alcuni ipogei dei sassi, ma anche in alcune piazze, la nostra Associazione ha contribuito a promuovere fattivamente la mostra di Salvador Dalì.

Cosa sogna per la sua città per i prossimi anni?

Per la mia città sogno che questo evento eccezionale per la sua straordinarietà diventi normalità specie per quanto riguarda l’offerta del lavoro necessaria per far rientrare nella nostra regione le nostre giovani energie che si sono viste costrette ad emigrare.  Abbiamo pubblicato nel dicembre 2016 un libretto dal titolo “ LA BASILICATA CHE SI MUOVE……..quante storie”: storie di giovani lucani emigrati in tutto il mondo. A.I.D.E ha fatto parlare i gendarmi e non i filosofi, ha fatto parlare i nostri giovani in viaggio per il mondo alla ricerca del lavoro, donne e uomini che senza far rumore e ignorati dai media hanno saputo perseguire con coraggio i loro sogni . Storie fatte di impegno e di passione, ma anche di tanta nostalgia per la terra natia.