Terzo Settore: patrimonio nazionale da salvaguardare

di Deborah Villarboito –

Dal 1989 l’Eurispes pubblica ogni anno il Rapporto Italia, in cui, tra le altre cose, viene elaborato l’Indice della fiducia dei cittadini verso alcune Istituzioni o attori sociali. Prendendo i dati legati al 2018, il Terzo Settore, si colloca terzo dietro solo a Carabinieri e Polizia, mentre negli anni precedenti sempre al primo posto.

Il Terzo Settore è il terreno su cui si muovono i soggetti di volontariato, è il campo della cooperazione sociale che interpreta l’impegno della cittadinanza organizzata in diversi ambiti, per promuovere soluzioni di benessere mediante un concreto impegno civile e solidale attraverso la tutela dei diritti, la promozione dei diritti umani e della pace, la promozione di pari opportunità tra uomini e donne, la creazione di sbocchi professionali nell’ambito dell’Economia Sociale. Oltre che la promozione dello sviluppo umano, la lotta all’esclusione sociale e alle tradizionali forme di povertà attraverso la rimozione degli ostacoli che le determinano, secondo l’art. 3 della Costituzione.


La situazione in Italia

Si è registrato negli anni un trend di aumento, che ha portato a una diffusione più omogenea, con un consolidamento del fenomeno al Nord e l’incremento del numero di organizzazioni al Sud. Lo scorso anno l’Istat ha presentato il primo Censimento permanente delle istituzioni non profit, sul 2016-2017. In Italia quelle attive sono oltre 336.000 e complessivamente impiegano 5 milioni 529 mila volontari e 788 mila dipendenti. Rispetto al Censimento del 2011 il numero di volontari cresce del 16,2% mentre i lavoratori dipendenti aumentano del 15,8%. Nel Nord-est e nel Centro si rilevano i rapporti più elevati di volontari (pari rispettivamente a 1.221 e 1.050 persone per 10 mila abitanti) mentre in termini di dipendenti sono il Nordovest e il Nord-est a presentare il rapporto più elevato (pari rispettivamente a 169 e 156 addetti ogni 10 mila abitanti). Rispetto al 2011, si rileva per le regioni del Sud una crescita particolarmente sostenuta in termini sia di dipendenti (+36,1%) sia di volontari (+31,4%).

L’importanza del Terzo Settore

Queste attività sono il motore della società per certi versi. Arrivano dove lo stato non riesce o si dimentica di agire. Disabilità, sostegno alla violenza, anziani, bambini, immigrati, ecc ecc. Tutti gli ambiti sociali che hanno la forza di smuovere i cittadini per aiutare gli altri e dare speranza, aiuto, calore umano. Oltre a dare lavoro a molte persone. Diventano punti fermi nelle comunità che vi si appoggiano. Assistenza, welfare, volontariato, associazionismo, cooperativismo, mutuo soccorso, organizzazione no profit e non governative. L’importanza del “terzo settore” è stata ribadita dal decreto legislativo del 2017 che mette ordine alla materia, istituendo un vero e proprio codice del settore. Finalmente si riconosce a livello dell’ordinamento una vera e propria realtà, che opera nel territorio. Ciò che sta sotto il terzo settore insiste su un concetto sociologico molto importante: quello della solidarietà. Nasce e si sviluppa come un ponte tra società e individuo, in direzione e soccorso di tutte quelle persone e individualità che per un motivo o per l’altro si trovano in situazioni delicate. Ma il terzo settore non nasce semplicemente come reazione a un malessere diffuso, a partire dagli anni Settanta, ma è anche attivo, nasce per aggregare, mettere insieme, compiere progetti, spesso aggirando in modo positivo le lungaggini della burocrazia, affrancandosi dallo scopo di lucro e trovando quindi delle strade diverse. Nascono così le associazioni sportive e ricreative, che oltre ad organizzarsi in attività e punti di ritrovo, raggiungono risultati sportivi, cementando l’identità di un territorio o di una comunità. Altre persone creano dei veri e propri centri economici, come le imprese sociali, con lo scopo di perseguire obiettivi istituzionali differenti dal lucro. Sono in tanti a condividere l’impressione che il terzo settore debba la sua importanza al fatto che negli ultimi decenni esso è stato la risposta più efficace al calo di importanza dello stato sociale sia per il massiccio ricorso alle privatizzazioni dei servizi, sia per l’accentuarsi della crisi economica e per il massiccio peso del debito pubblico.

Un settore che non conosce crisi

Negli ultimi anni lo Stato, che spesso ha operato in regime di assistenzialismo, non è più stato in grado di offrire quella copertura totale dei servizi che c’era fino agli anni ’80 inoltrati. Il terzo settore, soprattutto con le cooperative e il volontariato, ha spesso surrogato lo stato, prendendone il posto in situazioni delicate e fragili. Durante il prolungato periodo della crisi economica, che in Italia è perdurato ben oltre il 2012, anno ufficiale dell’inizio della ripresa in Europa, le imprese sociali hanno fatto registrare dei bilanci nettamente più positivi delle tradizionali imprese. Queste non operano solo nel campo dell’assistenza e del volontariato, ma spesso si formano per gestire progetti ad hoc legati al territorio, come la rivitalizzazione di un’area archeologica o museale, in senso turistico. Gli ambiti nei quali operano le imprese sociali sono principalmente l’istruzione e la formazione, il turismo sociale, la ricerca, l’assistenza socio-sanitaria, la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Spesso sono i giovani, intra-35 anni, a riunirsi in un’impresa sociale per gestire aree naturali e archeologiche, in mansioni che rientrano nell’interessa della collettività. Durante la crisi i numeri sono stati molto sorprendenti. Una ricerca commissionata da Tecnè di fine 2013 diceva che durante il periodo di arretramento totale della nostra economia, che perdeva posti di lavoro e competitività, gli addetti nelle imprese sociali erano aumentati quasi del 40%. Dieci volte la somma, su base decennale, fatta registrare dal settore privato e nettamente meglio rispetto al settore pubblico, che nella stessa finestra di tempo ha conosciuto un larghissimo turnover. Il Terzo Settore conta per il 4% del PIL nazionale ed è quindi un settore che impatta la nostra economia e la nostra società.

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