La scuola dove sono aboliti i 4 in pagella non fa il suo mestiere

Come incoraggiare gli studenti che vanno male a scuola? Non mortificandoli con un 4 in pagella. Questa la singolare scelta della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo ‘Viscontino’ di Roma (primaria e medie). Si può arrivare al minimo al 5, se sei proprio ‘asino’. La preside lo ha scritto nero su bianco sulla circolare inviata a tutti i docenti.

Rossana Piera Guglielmi dice: “Non si può attribuire il voto corrispondente al 4/10 (o inferiore a questo) agli alunni di prima media”. Il motivo? Si scoraggia troppo lo studente e si rende quasi impossibile il suo recupero (con un 2 o con un 3 per esempio). La notizia trova spazio su Repubblica. Non sono pochi gli insegnanti che si sono lamentati perché in questo modo non hanno più mano libera nel momento in cui devono far capire all’alunno che ha fatto scena muta all’interrogazione o che ha uno scritto pieno di segni rossi. Non solo: viene meno in questo modo la meritocrazia. Un ‘asino’, come dicevamo prima, viene considerato quasi alla pari di chi, sudando e studiando, si è meritato la sufficienza.

Secondo la dirigente scolastica, questo è un buon modo per evitare l’abbandono scolastico: “Ho visto troppi ragazzi lasciare dopo un 4 in pagella. E se arriviamo al 2 o al 3, non ce la farà mai a recuperare, è provato”. Siamo quasi al 6 o al 18 politico degli anni ’60. La cosa, però, è arrivata anche forte e chiara ai piani alti. E il ministro Marco Bussetti non l’ha presa proprio bene: “Per legge i voti vanno dall’1 al 10”. Sì perché allora potremmo fare pure il discorso inverso. La perfezione non esiste, quindi diamo al massimo 8. E perché se uno ha fatto tutto bene non deve meritarsi un bel 10?

Bussetti non è voluto entrare comunque in polemica aperta con la preside della scuola romana, che confluisce poi nel prestigioso liceo ‘Ennio Quirino Visconti’, dove di sicuro gli alunni non troveranno tanta comprensione. “Comprendo che non è mai una cosa semplice ricevere una brutta valutazione”, ma – ricorda ancora il ministri: “Il voto non è giudizio sulla persona”. E da che mondo e mondo esistono le bocciature o le materie da riparare a settembre. Ci siamo passati tutti (o quasi) dai 4 in pagella, ma siamo andati avanti, abbiamo lavorato il doppio e abbiamo recuperato. Il messaggio che passa è che gli insegnanti hanno sempre di più le mani legate, dopo il divieto di bocciare alle elementari (salvo poche eccezioni). Devono andare avanti tutti, è la scuola dell’obbligo. E quindi sei obbligato a uscirne il più in fretta possibile. Poi, nella vita, ne prenderai di voti brutti e se non avrai imparato a reagire, sarà dura. Ma che importa, meglio non avere classi depresse o semivuote dopo un’epidemia di 3 e 4. Non è un po’ un lavarsi le mani, signora preside?

di Alessandro Pignatelli

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