Donne con le palle e uomini femminuccia

Donne con le palle e uomini femminuccia

31 Gennaio 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Bisogna pure dire “grazie”. Okay, riconosciamo il buon intento: vuole essere un complimento.

Notato niente?
Analizziamo insieme. Secondo il mondo, una donna con coraggio e verve possiede metaforicamente Se esclamano che “sei una donna con le palle”, vogliono dirti che hai un carattere forte, una personalità importante: ti stanno dicendo, insomma, che sei “cazzuta”.attributi maschili: “Quella è una con due coglioni così”. Grazie, ma no: chissà com’è che nessun uomo sarebbe felice se gli si dicesse “Ehi, hai la forza di una partoriente!”.

Avere le palle. Piene.
Avere “le palle” è quindi sinonimo di una particolare forza d’animo, di uno straordinario spirito: un’eccezione più inesistente che rara, insomma, dato che ci sembra di ricordare che tra l’armamentario femminile ci siano ovaie, tube e utero e che le uniche palle che collezioniamo sono quelle che ci raccontano.

Non solo rarità: perché se essere coraggiose significa “avere le palle”, si intende inconsciamente che una donna debba avvicinarsi più all’immaginario maschile che a quello femminile. Come se poi a un uomo bastasse il possesso dei gioielli per dirsi di spirito: sì, quello Santo.

Tra cazzute e cazzuole
Si dice di persona particolarmente abile, brava, coraggiosa, impavida: questa è la definizione di “cazzuto”, sul dizionario. La donna cazzuta è quindi, di nuovo, quella combattente.

Il paragone femminile sarebbe “figa”, ma va da sé che non ha assolutamente lo stesso significato: nell’uso più comune del termine, infatti, l’aggettivo “figa” si dà a una donna particolarmente attraente.

Notato niente (parte due)?
Mentre il termine cazzuto sta a indicare qualcosa di molto più profondo, la parola figa rimane sulla superficie. Non solo. Se dare della cazzuta a una donna significa renderle omaggio di un complimento, dare della fighetta a un uomo significa insultarlo.

Come vengono chiamati, infatti, quegli uomini che non si legano agli stereotipi del calcio e dei motori? Femminucce. Fin dall’infanzia il termine “femminuccia” è usato per denigrare i bimbi maschi: non piangere, non fare la femminuccia.

Grammatica, sostantivo femminile
Non si tratta di cercare il pelo nell’ovaia, pardon, nell’uovo: anche i primitivi attraverso i graffiti sui muri lasciavano dei messaggi. Nessuna comunicazione è fine a se stessa, tanto meno una lingua ufficiale con tanto di Accademia a proteggerla.

Tutto questo, quindi, non ha nulla a che vedere con le correnti vetero-femministe tanto decantate non appena si analizzano le situazioni: se il fine di qualsiasi linguaggio è la trasmissione di un messaggio più o meno universale, le espressioni “donna con le palle” e “femminuccia”, utilizzate in senso positivo la prima e dispregiativo la seconda, rimandano a un significato chiaro e palese.

Ma, soprattutto, non è una questione nazi femminista perché se basta avere le palle è sinonimo di forza, ne va di mezzo il vero coraggio dimostrato da parte di uomini in confronto a quelli che, seppur detentori di testicoli, hanno lo spirito di un tapiro morto; così come non si può accettare che un uomo particolarmente sensibile venga tacciato di essere una fighetta (d’altronde, spezzando una lancia a favore degli uomini, mica tutte le donne sono più sensibili di tutti i maschietti).

Ci si chiede, dunque, quali parole utilizzare. Posto che la lingua italiana è ricca di sinonimi, sicuramente la ragione sta nelle parole della poetessa Alda Merini: non tra le parole che si dicono, ma tra quelle che si scelgono di non dire.