Eugenio Dimatteo: “Forse sarò assunto al termine del tirocinio”

di Alessandro Pignatelli –

Dal mese di ottobre il 25enne Eugenio Dimatteo è impegnato nel tirocinio curriculare all’interno di un laboratorio di Fisica gastronomica all’Università di Parma. Ci sono concrete possibilità che, alla fine del tirocinio, ci sia l’assunzione: “All’inizio non conoscevo questa realtà, ora posso dire che è qualcosa di particolare e affascinante. Mi sono subito trovato bene con i docenti e sto facendo molte esperienze ed esperimenti”. Lui sta facendo tirocinio per la sua tesi, incentrata sulle valutazioni della tostatura del caffè.

Le ore in laboratorio sono 8, dalle 9 alle 18, con in mezzo la pausa pranzo. Non è un tirocinio pagato, essendo per l’università, ma Eugenio ha la possibilità di mangiare sul posto di lavoro evitando dunque di spendere per il pranzo. “Dai libri questo campo pareva essere più rigoroso, invece ora posso dire a ragion veduta che anche il campo scientifico può essere abbastanza morbido. Sto facendo le mie prime esperienze di lavoro pratico”. Il tirocinio curriculare è obbligatorio: “Potevo scegliere di farlo in università o in azienda. Adesso sono contento perché so che qui potrei avere anche l’opportunità di lavorare dopo la laurea”. Ha sentito parlare anche lui di aziende che assumono i tirocinanti, senza possibilità di lavoro futuro, solo per risparmiare.

“A dire il vero, in passato sono stato contattato anche io da uno di questi imprenditori. Mi volevano in azienda per un tirocinio di sei mesi, ma non ho accettato perché la paga era troppo bassa e non mi venivano prospettate opportunità future nella stessa impresa. Ho aspettato di avere qualcosa in più da giocarmi”.

Il gioco, in questo caso, sta valendo la candela. Dice più volte, Eugenio, del suo buon rapporto con i docenti e, soprattutto, ammette di star scoprendo un ambito forse ancora di nicchia in Italia, ma che dà possibilità di lavoro: “Mi piace decisamente l’ambito scientifico e alimentare”. La classica domanda che si può fare a un 25enne è: cosa farà da grande? “Per ora non lo so ancora, ma questo settore è molto interessante”. Quando entrerà nel mondo del lavoro, le idee le avrà sicuramente più chiare. Restare al laboratorio con un contratto vero già è un primo passo fondamentale. In un periodo storico in cui non si ha voglia o non si hanno risorse per investire sui giovani, costretti il più delle volte ad accettare contratti capestro, a breve termine e senza possibilità di rinnovo, oppure a emigrare all’estero. Per tanti casi di questo genere, non possiamo che augurare a Eugenio di smentire queste statistiche.

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