Maduro vs Guaidò: cosa sta succedendo in Venezuela?

di Antonella Lenge –

Sebbene non viva un periodo felice già da diversi anni, in questi giorni i mass-media ci propinano un’immagine del Venezuela che è puro caos.

Le motivazioni che hanno ridotto in questo stato un Paese così bello e potenzialmente florido, sono certamente da ricercare in tutta una serie di scelte economiche e politiche.

Fare luce non è facile ma cerchiamo di capire chi sono gli attori principali di questo scontro che speriamo non precipiti in nulla di peggiore.

Nicholas Maduro, Presidente del Venezuela dal 2013, successore di Hugo Chavez,  non si può certo dire che abbia regalato la Nazione a serenità e benessere, giacché la sua Presidenza ha coinciso con corruzione, un drastico crollo del prezzo del petrolio (principale fonte di guadagno del Venezuela), un’inflazione ai massimi storici (si parla di più di un milione percento), povertà e mancanza di beni di prima necessità.

Sovente la gente è scesa in strada a manifestare e di vittime ce ne sono state a centinaia.
Il 10 gennaio 2019 il suo mandato sarebbe terminato se non fosse che, alle elezioni anticipate del 20 maggio 2018, lo avrebbero riconfermato per il periodo 2019 – 2025.

Ecco: tutto parte da qui.
Quelle elezioni sono ritenute fraudolente, nonché il risultato di tutto quanto Maduro aveva costruito a suo favore: un’Assemblea Nazionale Costituente (che andava a sovrapporsi all’Assemblea Nazionale legittima, formata per il 90% da deputati dell’Opposizione) che legittimava a Maduro decisioni del tutto illegali come quelle di nominare direttamente un Tribunale Supremo di Giustizia e usare tutti i poteri a suo favore.  Con questi propositi veniva a mancare il terreno fertile per riconoscere benevolmente un nuovo mandato presidenziale a Maduro e così…caos fu!

Per la prima volta personaggi politici di ogni dove entrano in scena rompendo il silenzio e dicendo la loro: Stati Uniti, Francia, Spagna, Regno Unito e Paesi Sudamericani incoraggiano Juan Guaidò a guidare un cambio di rotta.

Juan Guaidò ha tutta l’aria di un giovane brillante ancora profumante di laurea e, con la versione spagnola di “Yes, we can” (Sí, se puede), spera di sortire lo stesso effetto dell’ex Presidente Statunitense.

Capo dell’opposizione e Presidente dell’Assemblea Nazionale (quella vera!) ai sensi dell’art. 233 della Costituzione Venezuelana, l’ingegnere 35enne si è autoproclamato Presidente della Repubblica Venezuelana “ad interim”(ossia fino alle prossime elezioni) e lo fa precisamente il 23 gennaio 2019, anniversario del Colpo di Stato contro il dittatore Jiménez.

Giacché Guaidò è forte del sostegno statunitense, la prima controrisposta di Maduro è un ultimatum di 72 ore ai diplomatici americani sul territorio venezuelano per lasciare il Paese.

E di ultimatum (insolente, secondo Maduro) parla anche l’UE, che gli ha richiesto di indire nuove elezioni, pena la conferma della presidenza al giovane oppositore.

Insomma: il clima non è dei migliori e gli animi sono caldi. Si spera vivamente in un accordo e soprattutto che, a rimetterci, non sia ancora una volta, la povera gente comune.

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