Tirocini in Italia: se ne abusa e si abusa

di Alessandro Pignatelli –

Tra il 2012 e il 2017, il numero dei contratti da tirocinante in Italia sono raddoppiati. Mentre è crollato l’apprendistato. La sensazione è che molti datori di lavoro ‘giochino’ proprio su questo fatto: con il tirocinio risparmiano senza dover poi assumere il tirocinante. Non si spiegherebbe altrimenti il ricorso sempre più massiccio a questa pratica: nel 2012 erano 183 mila i tirocini extracurriculari. Adesso (o meglio, nel 2017) siamo all’esorbitante cifra di 344 mila. Soprattutto, sono 291 mila gli under 35 a lavorare con questo contratto, il 16 per cento ha addirittura meno di 24 anni.

Sono tutte persone (giovani) che vengono considerate occupate anche senza un contratto di lavoro  vero e proprio. Sono una sorta di ‘usa e getta’ per l’azienda. Che ti tiene per 6 mesi, magari al minimo contrattuale (300 euro), per poi salutarti con tanti abbracci. I soggetti promotori sono le scuole, gli enti pubblici come l’università, il centro per l’impiego, l’agenzia per il lavoro. Chi invece di più adopera questo tipo di contratto, concesso dalle legge, sono l’impresa, il soggetto pubblico e lo studio professionale.

Come detto, non c’è uno stipendio, ma un’indennità minima, che può anche essere – a discrezione del datore di lavoro – superiore a 300 euro. Non vengono pagati i contributi, non si ha diritto alla disoccupazione Naspi. Con questo metodo, viene sensibilmente ritardato il momento in cui si potrà andare in pensione. L’unica copertura concessa è l’assicurazione contro gli infortuni e la responsabilità per danni verso terzi. I settori dove di più ha attecchito questa forma contrattuale sono quello della segreteria, delle pulizie, i manovali, i magazzinieri e gli operai metalmeccanici.

Come detto all’inizio, è invece calato vistosamente il contratto da apprendista: tra il 2012 e il 2016 se ne contano 100 mila in meno. Il tirocinio può durare dodici mesi. Secondo i dati dell’Anpal, l’Agenzia nazionale per il lavoro, solo il 40 per cento ottiene un’assunzione al termine del periodo del tirocinio di sei mesi. La buona notizia è che anche i tirocini fanno curriculum, ma può essere sufficiente per chi sta entrando nel mondo del lavoro?

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