Uccide i genitori e si suicida: li odiava entrambi, il biglietto forse è la pista giusta

Uccide i genitori e si suicida: li odiava entrambi, il biglietto forse è la pista giusta

6 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

In un biglietto è stata trovata probabilmente la risposta a un duplice omicidio avvenuto ad Asiago. La figlia, accusata di averli uccisi entrambi, ha usato il veleno. Silvia Marzaro accusava papà Italo e mamma Ubaldina Mantovani, di 85 e 83 anni, di averle rovinato la vita. Erano oppressivi, era colpa loro per i suoi insuccessi. Era arrivata ad accusarli di averla concepita troppo tardi, a un’età avanzata.

Silvia Marzaro non ha avuto pietà contro mamma e papà. E poi neanche contro di lei, visto che si è uccisa. Non prima di aver lasciato però un biglietto intriso di odio: “La pagherete, Dio vi giudicherà”. Lei nei panni della vendicatrice, dunque. In attesa poi del giudizio divino. Ma proprio il Signore non potrà essere molto tenero neanche con lei.

Non tutto è ancora chiaro sulla dinamica dell’episodio, l’autopsia potrà chiarire alcuni dubbi. Ma il biglietto ritrovato dai Carabinieri ha sicuramente la sua valenza. Benché capiti di dire ai propri genitori che si odiano, a volte, in preda alla rabbia, senza però avere l’intenzione di ucciderli. Il Corriere Veneto parla di più biglietti ritrovati nella casa di contrada Pennar. Silvia conviveva con i suoi, nonostante continuasse a covare rabbia e rancore verso di loro.

I due anziani sono stati ritrovati a letto, come se ancora dormissero. Non sono stati trovati segni di violenza sui loro corpi. Le lenzuola erano state “rimboccate in modo impeccabile”, ha raccontato un testimone. L’83enne è stata trovata con le mani giunte, quasi stesse pregando. L’idea che si sono fatti gli investigatori è che la figlia abbia fatto tutto: dato il veleno, aspettato che non respirassero più, sistemata la scena per darle ancora più pathos. Prima di porre fine anche alla sua esistenza. A pochi metri dal letto c’era il corpo di Silvia, strozzato da due cinture di accappatoio in cotone. Anche in questo caso avrebbe fatto tutto lei: avrebbe stretto i lembi provocandosi asfissia, prima di cadere all’indietro e sbattere la testa contro lo stipite. Dietro il capo c’era infatti una vistosa macchia di sangue.

Dopo l’autopsia, come detto, sarà tutto più chiaro. Silvia e il padre assumevano psicofarmaci, quelli che lei avrebbe potuto dare anche alla madre creando un cocktail mortale. Ma potrebbe anche averli avvelenati in altro modo: con cianuro in una tisana piuttosto che nella cena. Ha scelto comunque un modo sicuro per non lasciare scampo a chi, secondo lei, le aveva rovinato la vita. Salvo poi uccidersi proprio di fronte a loro, quasi come ulteriore atto di sfida o come ultimo gesto d’amore.

di Alessandro Pignatelli