Donne in carriera, Laura Proietti: “Chi vuole fare la super mamma rovina le altre”

Donne in carriera, Laura Proietti: “Chi vuole fare la super mamma rovina le altre”

7 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Le donne in carriera, con figli, anche nel 2019 in Italia fanno molta fatica a far coesistere le due cose. Lo conferma Laura Proietti, giornalista professionista con un figlio di 6 anni, che da cinque anni lavora prevalentemente da casa: “Non riesco a dedicare il tempo necessario né alla professione né al mio bambino. Lavorare da casa, poi, mischia proprio l’attività con la famiglia. Purtroppo, se nella scuola frequentata non c’è il tempo pieno, gli orari si sovrappongono per forza”.

Laura sa che per quasi tutte le mamme la situazione è simile: “Ma dipende dall’età dei figli. In generale, in Italia manca un supporto alla donna che lavora. Parlo di asili aziendali, zone in azienda in cui poter lasciare per qualche ora il proprio figlio. La baby sitter è un costo che poche si possono permettere perché ti porta via uno stipendio. E allora, restano i nonni che possono darti una mano. E, d’estate, i centri estivi”.

Al giorno d’oggi si stimolano il bambino a fare attività sportiva fin da piccolo: ecco allora i corsi di nuoto, di calcio, di tennis. E quant’altro. Ma qui nasce un altro grosso problema: “Chi porta in giro i figli da un corso all’altro?”. Fortunatamente, Laura ha l’aiuto dei nonni. Altrimenti, lavorare e fare il genitore diventa un’impresa titanica. Bisogna necessariamente essere in due, collaborativi, per riuscire a dividersi i compiti. Ma quante volte accade? Pochissime. E, a proposito, di maschi e di femmine, la disparità sul posto di lavoro è evidente: “A parità di mansioni, l’uomo viene pagato di più. Io farei così per il settore privato: niente agevolazioni dallo Stato per le aziende che si comportano in questo modo discriminatorio. Donne e uomini, a parità di mansioni, devono essere pagati allo stesso modo”.

Prima ancora del lavoro, ci sono i colloqui. Spesso alle donne vengono fatte domande imbarazzanti, vietate tra l’altro dalla legge: ha figli, ne vuole fare, è fidanzata. “A me direttamente non è successo, ma ho sentito che accade”. L’altro scoglio da superare è la molestia sessuale: “Velatamente l’ho subita anche io quando lavoravo in una redazione”. Il meccanismo deve essere fermato subito, ignorando o denunciando.

Meglio un capo uomo o un capo donna: “Meglio un capo intelligente, indipendentemente dal sesso. Anche se forse sono meglio gli uomini. Una donna, in un certo senso, ti chiede e si chiede molto di più, come se si sentisse in dovere di giustificare il suo ruolo. E’ come se per guadagnare quello che guadagna, lei per prima dovesse lavorare e farti lavorare il doppio”.

Un consiglio alle mamme lavoratrici: “A fine giornata ci arriviamo tutte, comunque. Bisognerebbe fare meno a gara a chi è più super mamma, che sa fare le torte, che cresce meglio il proprio figlio. Se non esistessero quelle che vogliono far finta di avere i super poteri, sarebbe meglio per tutte noi. Alla fine, facciamo tutte le stesse esperienze, a una capita quello che capita all’altra. Sempre che non si abbia a disposizione una tata 24 ore su 24 e allora si possono veramente gestire in modo diverso il lavoro e la famiglia”.