Gesti che fermano i sogni: sportivi e proiettili vaganti

Gesti che fermano i sogni: sportivi e proiettili vaganti

7 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

La notizia di questi giorni nelle pagine di cronaca sul nuotatore Manuel Bortuzzo hanno scosso tutti, non solo nel mondo sportivo. Secondo i medici, difficilmente il diciannovenne tornerà a camminare dopo che il proiettile ha centrato l’undicesima vertebra, lesionando il midollo spinale. Una “promessina” che voleva diventare promessa. La bellezza dello sport livello giovanile. Manuel però era in crescita e aveva iniziato ad allenarsi con i grandi al Centro Federale di Ostia, con Paltrinieri e i grandi della Nazionale. Si era trasferito a Roma per questo e la sua famiglia lo sosteneva in questo. Sognava le Olimpiadi, l’atleta delle Fiamme Gialle, ma qualcuno glielo ha negato. Le dinamiche ora sono da appurare da parte degli inquirenti. Speriamo che dalla tragicità possa nascere una nuova storia meravigliosa o che magari un miracolo possa accadere lasciandoci stupiti per la forza di cui siamo intrinsecamente dotati, soprattutto quando si parla di sport.


Ciò che è successo a Bortuzzo riporta alla memoria un caso simile avvenuto nel 2016. La figlia del campione americano di atletica Tyson Gay, campione del mondo dei 100 metri e 200 nel 2007 ad Osaka, stava cenando in un ristorante a Lexington, nel Kentucky, quando un proiettile vagante l’ha colpita al collo. Trinity, 15 anni, era una velocista ed era considerata una promessa dell’atletica. A maggio di quell’anno era arrivata quarta nei 100 metri e quinta nei 200 ai campionati del Kentucky per le atlete della sua età. Un’altra “promessina” insomma.

La scorsa settimana però, un altro sportivo italiano ha rischiato, per la seconda volta, di essere colpito da proiettili. Il calciatore Antonio Vacca, centrocampista della Casertana, squadra che milita nel campionato italiano di Serie C abita a Napoli. A Secondigliano, quartiere della periferia Nord del capoluogo campano più precisamente, di cui il calciatore 29enne è originario. L’auto di Vacca è stata colpita da alcuni proiettili esplosi da qualche malvivente intenzionato probabilmente a rapinare l’atleta, per la seconda volta.


Altra dinamica legata a fatti simili, quella riportata nel 2017 sul Giornale di Vicenza, che ha raccontato la disavventura vissuta da Christine Koschier, ciclista della società veronese Fimap. Durante un allenamento con altri atleti, la ciclista è stata impallinata da un cacciatore padovano che l’avrebbe confusa per una lepre. Fortunatamente senza alcuna conseguenza, la ciclista è tornata in sella. Fortunata anche Gabriella Bascelli, vogatrice che ha partecipato a due edizioni dei Giochi Olimpici. Nel 1999, però, di ritorno, dopo aver partecipato a delle gare in Bulgaria, mentre esce da un locale, viene colpita da un proiettile che le attraversa l’intestino, fermandosi nella testa del femore, per una sparatoria tra un buttafuori ed un balordo. Trascorre un mese di ricovero ospedaliero, con infezioni, arresti cardiaci e trasfusioni, ma Gabriella non si è fermata e dopo altri successi, ora è consigliere della Federazione Italiana Canottaggio.

Infine, tornando al ciclismo, questa volta in Francia lo scorso anno, la storia del giovane Clément Delcros, che corre per il team di Aix-en-Provence. Si è preso una pallottola alla spalla sinistra da un uomo armato che guidava un’auto di passaggio. Il diciottenne ha udito un botto e ha sentito dolore alla spalla, ma inizialmente non si è reso conto di essere stato colpito. Con il sangue che gli scorreva lungo il braccio, è andato in ospedale, dove è stato medicato.

Viene da chiedersi se non sia già eccessiva la diffusione delle armi da fuoco. Liberalizzazioni, facilità con cui si può ottenere all’abilitazione al possesso di pistole e fucili (anche in Italia), con visite mediche e psicologiche inesistenti e fatte per la fatturazione insomma. Nel 2019 si dovrebbero tollerare solo i fucili per gli sport da tiro. Per pochi e non per tutti.


Manuel Bortuzzo

Gesti che fermano i sogni: sportivi e proiettili vaganti

La notizia di questi giorni nelle pagine di cronaca sul nuotatore Manuel Bortuzzo hanno scosso tutti, non solo nel mondo sportivo. Secondo i medici, difficilmente il diciannovenne tornerà a camminare dopo che il proiettile ha centrato l’undicesima vertebra, lesionando il midollo spinale. Una “promessina” che voleva diventare promessa. La bellezza dello sport livello giovanile. Manuel però era in crescita e aveva iniziato ad allenarsi con i grandi al Centro Federale di Ostia, con Paltrinieri e i grandi della Nazionale. Si era trasferito a Roma per questo e la sua famiglia lo sosteneva in questo. Sognava le Olimpiadi, l’atleta delle Fiamme Gialle, ma qualcuno glielo ha negato. Le dinamiche ora sono da appurare da parte degli inquirenti. Speriamo che dalla tragicità possa nascere una nuova storia meravigliosa o che magari un miracolo possa accadere lasciandoci stupiti per la forza di cui siamo intrinsecamente dotati, soprattutto quando si parla di sport.

Ciò che è successo a Bortuzzo riporta alla memoria un caso simile avvenuto nel 2016. La figlia del campione americano di atletica Tyson Gay, campione del mondo dei 100 metri e 200 nel 2007 ad Osaka, stava cenando in un ristorante a Lexington, nel Kentucky, quando un proiettile vagante l’ha colpita al collo. Trinity, 15 anni, era una velocista ed era considerata una promessa dell’atletica. A maggio di quell’anno era arrivata quarta nei 100 metri e quinta nei 200 ai campionati del Kentucky per le atlete della sua età. Un’altra “promessina” insomma.

La scorsa settimana però, un altro sportivo italiano ha rischiato, per la seconda volta, di essere colpito da proiettili. Il calciatore Antonio Vacca, centrocampista della Casertana, squadra che milita nel campionato italiano di Serie C abita a Napoli. A Secondigliano, quartiere della periferia Nord del capoluogo campano più precisamente, di cui il calciatore 29enne è originario. L’auto di Vacca è stata colpita da alcuni proiettili esplosi da qualche malvivente intenzionato probabilmente a rapinare l’atleta, per la seconda volta.

Altra dinamica legata a fatti simili, quella riportata nel 2017 sul Giornale di Vicenza, che ha raccontato la disavventura vissuta da Christine Koschier, ciclista della società veronese Fimap. Durante un allenamento con altri atleti, la ciclista è stata impallinata da un cacciatore padovano che l’avrebbe confusa per una lepre. Fortunatamente senza alcuna conseguenza, la ciclista è tornata in sella. Fortunata anche Gabriella Bascelli, vogatrice che ha partecipato a due edizioni dei Giochi Olimpici. Nel 1999, però, di ritorno, dopo aver partecipato a delle gare in Bulgaria, mentre esce da un locale, viene colpita da un proiettile che le attraversa l’intestino, fermandosi nella testa del femore, per una sparatoria tra un buttafuori ed un balordo. Trascorre un mese di ricovero ospedaliero, con infezioni, arresti cardiaci e trasfusioni, ma Gabriella non si è fermata e dopo altri successi, ora è consigliere della Federazione Italiana Canottaggio.

Infine, tornando al ciclismo, questa volta in Francia lo scorso anno, la storia del giovane Clément Delcros, che corre per il team di Aix-en-Provence. Si è preso una pallottola alla spalla sinistra da un uomo armato che guidava un’auto di passaggio. Il diciottenne ha udito un botto e ha sentito dolore alla spalla, ma inizialmente non si è reso conto di essere stato colpito. Con il sangue che gli scorreva lungo il braccio, è andato in ospedale, dove è stato medicato.

Viene da chiedersi se non sia già eccessiva la diffusione delle armi da fuoco. Liberalizzazioni, facilità con cui si può ottenere all’abilitazione al possesso di pistole e fucili (anche in Italia), con visite mediche e psicologiche inesistenti e fatte per la fatturazione insomma. Nel 2019 si dovrebbero tollerare solo i fucili per gli sport da tiro. Per pochi e non per tutti.