La nostra anima gemella è da qualche parte e ci sta cercando. Ce lo dice Platone

La nostra anima gemella è da qualche parte e ci sta cercando. Ce lo dice Platone

7 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

Quante volte vi siete soffermati a pensare alla vostra anima gemella. Esiste o non esiste? Siamo destinati a condividere la vita con qualcuno? Anche la nostra metà ci sta cercando?

Platone, filosofo antico greco vissuto tra il 428 a.C. e il 348 a.C., ci garantisce che l’anima gemella esiste, che ci è stata strappata nella notte dei tempi e, da quel momento, ci sta cercando.

Parliamo del mito dell’androgino, contenuto nel dialogo platonico Simposio, il cui protagonista è l’amore, Eros.

“Tanto tempo fa la nostra forma non era come adesso, ma diversa. Per cominciare, i generi umani erano tre, non come oggi, due: maschio e femmina. Allora se ne aggiungeva un terzo, partecipe d’entrambi i sessi”, racconta l’Aristofane dipinto da Platone.

Eravamo delle sfere, nelle quali vivevano due anime, sia maschili che femminili. A quel tempo gli esseri viventi erano tutti di forma sferica, con due teste, quattro braccia, quattro mani, quattro gambe e due organi sessuali. Un giorno, però, gli esseri umani cercarono di scalare l’Olimpo, il monte degli dei, per spodestarli. Queste sfere viventi, secondo il mito, scatenarono così l’ira di Zeus, che le punì tagliandole a metà.

“Dopo il dimezzamento della figura umana, ogni parte rimpiangeva quel doppio e vi aderiva. Ciascuno di noi è il tagliando d’un uomo. Ciascuno, ostinatamente, cerca l’altro tagliando di se stesso”.

Ognuno di noi è la metà di quell’essere sferico in cui coesistevano due anime. Zeus, in preda all’ira, separò le due anime, da sempre insieme, con un taglio netto, spietato. Da quel giorno ognuno di noi cerca disperatamente la sua metà, in un viaggio esistenziale che può durare giorni, mesi, anni.

La ricerca può concludersi dopo poco tempo o può durare tutta la vita, senza aver prodotto nessun risultato. L’anima gemella esiste, ci sta cercando. Ognuno di noi avverte un taglio, la sensazione di essere incompleti, a metà. Ciascuno, anche senza averne consapevolezza, vaga in qua e in là alla ricerca di se stesso, di quella parte che gli è stata strappata. Vogliamo tutti indietro quella parte di noi.

La vita, però, ci mette a dura prova. C’è chi trova la metà subito e a chi non basta un’intera vita. La nostra metà può essere una sola, può essere ovunque, di qualsiasi sesso e di qualsiasi età. Possiamo essere legati a un uomo, a una donna, a un bambino o a un anziano. Possiamo trovare chi ci completa, ma possiamo non arrivare in tempo per incontrarla. Il nostro destino non è nostro, completamente nostro, ma intrecciato con quello di chi ci completa. Anche a distanza, siamo legati a quella metà, con la quale abbiamo trascorso il tempo di una vita passata.

Le strade della vita possono intersecarsi oppure possono procedere parallele. La vita che vale la pena vivere è continua ricerca. Ricerca di qualsiasi cosa, ma soprattutto ricerca esistenziale, per cercare di guarire quel taglio che ognuno di noi porta, per unirci finalmente a quella persona di cui avvertiamo l’esistenza da sempre.

Dunque al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà nome amore…