Lavoratrici, madri e tabù: la parola all’esperta

Lavoratrici, madri e tabù: la parola all’esperta

7 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Essere un lavoratore e un genitore già di per sé non è semplice, vuol dire essere impegnati 24 ore su 24. Le donne, però, sentono questo peso in maniera più accentuata. Vuoi per il ruolo sociale a cui è abbinata, vuoi per le difficoltà quotidiane a cui si può andare incontro a causa di una società con seri limiti. Abbiamo chiesto alla Dottoressa Giuliana Proietti, psicoterapeuta e sessuologa, di darci una lettura su alcuni punti cruciali del rapporto donna-lavoro.


Lavoratrici e mamme: quale peso psicologico ha questo doppio ruolo per la donna?

Molto grande: è difficile fare bene le due cose, perché entrambe procurano grande fatica e grandi sensi di colpa. Sul lavoro è difficile giustificare un’assenza o un ritardo a causa dei figli, anche per la paura di perdere il posto del lavoro; a casa spezza il cuore andarsene mentre i figli chiedono disperatamente di non lasciarli. Tutto questo può procurare sensi di colpa, senso di impotenza, ansia, depressione.

Sulla costruzione del sè quanto pesano situazioni come licenziamenti legati alla maternità o depressione post parto?

I licenziamenti implicano spesso l’uscita definitiva dal mondo del lavoro. Certamente perdere la propria autonomia e la realizzazione sul lavoro può provocare emozioni molto negative, come rabbia, rancore, non solo verso il datore di lavoro, ma anche verso i familiari, che non hanno contribuito a sufficienza per offrire supporto e permettere alla donna di continuare il lavoro. La depressione post partum è spesso sottovalutata e può provocare, anch’essa, forti sensi di colpa.

Nella vita di coppia quanto incide la differenza di remunerazione e carriera?

Non si può generalizzare: ogni coppia è differente e può reagire alla differenza di salario dei due partners in modo differente. In genere è l’uomo che guadagna di più. Quando accade il contrario possono esservi dei conflitti, perché la donna può richiedere un maggiore aiuto domestico e l’uomo sente minacciato il suo ruolo maschile. Si risolvono attraverso un dialogo costruttivo che lasci comprendere ad entrambi che l’importante è considerare le entrate complessive e dividersi i compiti in modo equo.


Molestie, considerazione minore e sottovalutazione nei luoghi di lavoro: perchè gli uomini spesso si comportano scorrettamente verso le colleghe donne?

Nei luoghi di lavoro sono frequenti le molestie sessuali in quanto le donne hanno in genere dei ruoli subalterni e la molestia non ha spesso uno scopo prettamente sessuale, ma è una manifestazione di potere. Alle donne infatti non è permesso di raggiungere i ruoli apicali e le molestie sessuali possono essere una forma di mobbing per emarginare e demotivare la donna.

Luoghi comuni e pregiudizi: la donna a casa a badare i figli, l’uomo a lavorare e fare carriera. Perchè nel 2019 ci si imbatte ancora in questo stereotipo sia sostenuto da una fetta di uomini, ma a volte anche dalle donne?

Molte donne desiderano avere un compagno o un marito che sia un maschio alfa e pertanto sia un soggetto dominante. Queste donne si rifiutano di chiedere al marito di aiutarle nei lavori domestici e gli chiedono solamente di conquistare, per se stesso e per la famiglia, uno status socio-economico soddisfacente. Altre donne hanno una concezione più moderna della vita e non ritengono un tabù il fatto di poter guadagnare più dei loro mariti.