Sanremo, ora si fa sul serio. Non brilla Virginia Raffaele

Sanremo, ora si fa sul serio. Non brilla Virginia Raffaele

7 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

Immancabile come ogni anno è arrivato il Festival di Sanremo, l’evento televisivo più atteso dell’anno. Questa sessantanovesima edizione si è aperta sulle note di Via eseguita dal tris di conduttori. Claudio Baglioni che quest’anno si è autodefinito il “dirottatore artistico” presenta i suoi copiloti Virginia Raffaele e Claudio Bisio. La prima donna del festival, lontana dalle sue imitazioni, fatica a trovare una cifra e a empatizzare con il pubblico. Più sicuro Claudio Bisio, convincente sia nel ruolo del bravo presentatore che in quello di monologhista.

Baglioni voleva mettere la musica al centro e c’è riuscito. Gli ospiti musicali, quasi tutti rigorosamente italiani, convincono e regalano esibizioni di alto profilo. E il livello delle 24 canzoni in gara è medio-alto e superiore a quello dello scorso anno. Il favorito sembra essere Ultimo. I tuoi particolari è un brano cantautorale, profondo ma capace di restare in testa fin dal primo ascolto. Lui inizia cantando e suonando al pianoforte, poi nel finale si alza ed esprime tutto il pathos che la canzone richiede. La ragazza con il cuore di latta è un pezzo profondo ma pop e Irama lo interpreta molto bene. Loredana Bertè è la vincitrice morale di questa edizione. Cosa ti aspetti da me, scritta da Gaetano Curreri, è super rock.

Loredana si conferma un animale da palcoscenico, regalando un’interpretazione di grande intensità. Meriterebbe il podio e il premio della critica intitolato a sua sorella Mimì, da lei tanto amata. Un premio meritato per un ottimo brano che si sentirà molto in radio e alla sua carriera straordinaria. L’altra regina della musica presente in gara, Patty Pravo, interpreta un brano più intimista e con un ottimo testo (Un po’ come la vita). L’accoppiata con Briga non appare particolarmente azzeccata. Arisa con Mi sento bene presenta un pezzo che lascia perplessi, il suo talento vocale è invece indiscutibile. Francesco Renga ha un buon brano (Aspetto che torni) ma a Sanremo ha cantato di meglio. Stesso discorso per Nek; Mi farò trovare pronto funzionerà in radio ma non rende giustizia all’ottimo repertorio dell’artista. I Negrita tornano a Sanremo dopo 16 anni e non rinunciano alla cifra che li contraddistingue da sempre con I ragazzi stanno bene. Paola Turci regala un’esibizione impeccabile ma L’ultimo ostacolo non colpisce particolarmente.

Nino D’Angelo e Livio Cori appaiono poco amalgamati in un pezzo che necessita di più ascolti (Un’altra luce). I ragazzi de Il volo cantano un pezzo melodico scritto da Gianna Nannini, Musica che resta. Difficile credere che possano bissare la vittoria del 2015 ma sicuramente otterranno un ottimo piazzamento. Simone Cristicchi con Abbi cura di me porta sul palcoscenico dell’Ariston un pezzo da teatro canzone interpretato magistralmente. Daniele Silvestri in duetto con il rapper Rancore presenta un pezzo di grande intensità che racconta la storia di un profondo disagio adolescenziale (Argentovivo). Anna Tatangelo interpreta con bravura e maturità la sua migliore canzone presentata a Sanremo, Le nostre anime di notte. Enrico Nigiotti emoziona con Nonno Hollywood.

Un atto d’amore rivolto al nonno morto interpretato molto bene. Una delle canzoni più bella di questa edizione, meriterebbe il podio. Non convincono pienamente The Zen Circus con L’amore è una dittatura e Ghemon con Rose viola. Il trapper Achille Lauro porta un pezzo rock, Rolls Royce, che sicuramente arriverà in fondo alla classifica ma che sarà una delle canzoni di maggiore successo di questo Sanremo 2019. Per un milione dei Boomdabash sembra più adatto al Festivalbar che a Sanremo. Solo una canzone degli Ex-otago è, invece, un pezzo profondo e di valore ma distante da quello che ama il grande pubblico sanremese. Federica Carta e Shade cantano Senza farlo apposta, una canzone leggera leggera e con un testo agghiacciante: “e ti sei messa quei tacchi, per ballare sopra al mio cuore, da quando hai buttato le barbie, per giocare con le persone”.

Colpisce il cantautorato di Motta. Dov’è l’Italia si chiede un artista che conosce bene l’Ariston non per Sanremo ma per il Premio Tenco che l’ha visto più volte vincitore. Dei due vincitori di Sanremo Giovani convince solo Mahmood. Soldi è un brano originale e lui è davvero bravo. Un talento che farà strada. Einar, invece, canta molto bene ma il brano è di una banalità sconcertante, appare paradossale che il titolo scelto sia Parole nuove. La gara quest’anno sembra particolarmente aperta. Con grande probabilità vincerà un giovane con un pezzo di qualità (Ultimo o Irama).

Anche se Loredana Bertè meriterebbe il gradino più alto del podio. Il Festival di Sanremo è iniziato, la speranza è che di tutte queste ore di televisione possano restare delle canzoni che ricorderemo anche tra trent’anni. Nel 1989 vincevano Anna Oxa e Fausto Leali con Ti lascerò, scommetto che ancora ve la ricordate. Ecco, questo è l’augurio più bello che possiamo fare alla canzone vincitrice di Sanremo 2019. Dite che sono troppo nostalgico?