Nuoto: Scozzoli e Carraro ai blocchi di partenza per Mondiali e Olimpiadi

Nuoto: Scozzoli e Carraro ai blocchi di partenza per Mondiali e Olimpiadi

7 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Fabio Scozzoli e Martina Carraro sono delle punte di diamante della nostra Nazionale di nuoto specializzati nella rana. Scozzoli ha vinto praticamente tutto tra Mondiali, Europei e altre kermesse, all’appello manca solo una medaglia olimpica, ma ben si spera per il prossimo anno. Carraro invece,  si è affermata negli ultimi mondiali in Cina con un bronzo nei 50 rana. Li abbiamo intervistati ora che sono proiettati verso gli obiettivi del 2019.


Esistono altri sport oltre al nuoto?

Fabio: La Formula Uno prima di tutto, seguo la moto GP e conosco personalmente Dovizioso, quindi sono molto di parte. Mi piace il calcio, quindi sono un nuotatore di quelli non invidiosi e amo il Milan!

Martina: Seguo un po’ il calcio, ma non ci sono altri sport…

Che cos’è per voi il nuoto?

Martina e Fabio: Intanto è il nostro lavoro, poi è una passione che sicuramente abbiamo fin da piccoli e per cui abbiamo avuto la fortuna di averlo come lavoro, non tutti ce l’hanno. Quindi sì, passione e lavoro direi! Su questo siamo completamente d’accordo.

Quali sono gli obiettivi per il 2019-2020?

Martina: Le qualificazioni ai mondiali e una volta lì, sicuramente una finale mondiale. Nelle Olimpiadi ci credo e penso che sia un obiettivo abbastanza tangibile, però mai dire mai. Mi alleno per raggiungere gli obiettivi annuali. In Italia è difficile che si facciano obiettivi a lungo termine, si guarda di anno in anno. Quest’anno ci saranno i mondiali, ma il pensiero per Tokyo c’è sicuramente.

Fabio: Stesso obiettivo anche per me. Non è una cosa scontata, i tempi limite sono bassi e le corsie sono poche. Diciamo che deve andare tutto per il verso giusto. Una volta qualificato sicuramente la finale, che credo sia un obiettivo tangibile e sappiamo comunque che può succedere un po’ di tutto. Tokyo è molto nelle mie corde perchè ho dovuto un po’ spostare la preparazione, ora che sono più maturo mi vengono più naturalmente i 50 e quindi ho dovuto finalizzare la preparazione ai 100 che è l’unica gara olimpica. Di conseguenza ho preso un po’ questo rischio, ma ci penso.

Le vittorie sono belle, ma dalle sconfitte che cosa si impara?

Fabio: ho trent’anni e sicuramente ne ho passate un po’ di tutti i colori. La sconfitta più cocente è senza dubbio quella dell’Olimpiade di Londra dove volevo e pensavo di meritare una medaglia, ma ho disputato una pessima finale e quindi sono arrivato settimo. Quindi quella è stata assolutamente una sconfitta incredibile, perchè se ci penso mi rode tuttora, però da lì sono nate comunque tante cose belle e motivazioni incredibili per poi fare meglio e poter migliorare. Ho imparato a perdere.

Martina: ecco a me manca un po’ questa cosa, perchè un conto è perdere a livello medio-basso, grandi delusioni che sono successe a Fabio, a me non è ancora successo. Non so se dire per fortuna…però sono convinta che la grande delusione sia più importante della vittoria a livello di esperienza e crescita.  

Vi allenate insieme, vivete insieme e avete lo stesso allenatore: come gestite questa cosa sia sul lavoro sia nel privato?

Martina: lo stiamo facendo da poco tempo, da questa estate. Inizialmente è stato un po’ un problema perchè passi dalla classica coppia che va a lavorare in posti diversi e si vede a casa alla sera a passare 24 ore su 24 insieme. Inizialmente qualche litigio c’è stato, ora a dir la verità è tutto nella norma.

Fabio: a livelli di allenamenti è stimolante per entrambi perchè comunque facciamo le stesse discipline, chiaro non gareggeremo mai insieme per ovvi motivi, però in certo cose in allenamento siamo equivalenti. Ad esempio a gambe lei è più forte di me…

Martina: Come aveva detto in un’altra intervista Fabio: “I miei più grandi pregi sono i tuoi più grandi difetti e viceversa”.

Capita spesso la vostra relazione viene menzionata quando si parla di risultati?

Fabio: Sì. Capita, è capitato, soprattutto inizialmente forse a lei. Io magari avendo alle spalle una storia un po’ più lunga, tendevano ad affibbiare a Martina il soprannome di “Lady Scozzoli”

Martina: quasi sempre vengo vista come la sua fidanzata. A me non è che dà fastidio, è il mio fidanzato…

Fabio: però nel momento in cui devi descrivere una prestazione sportiva, cosa c’entra? Si può citare la cosa magari alla fine dell’articolo, ma non subito nel titolo. Prima si deve parlare di lei per quello che ha fatto. Però etichettarla subito così, come può capitare anche a me a volte può essere fastidioso.

Quando siete in vasca, che cosa vi passa per la testa?

Fabio: in gara pensiamo solo ed esclusivamente a quello che c’è da fare, è inevitabile che il pensiero vada all’avversario. In allenamento bene o male pensi a quello che stai facendo, ti diverti, ci sono compagni di squadra. In realtà in allenamento il nuoto è uno dei più grandi sport di squadra, perchè è importante avere un momento in cui condividere quei momenti comunque di estrema fatica e sacrificio.

Martina: in gara sono d’accordo con lui, ci sono tante di quelle cose a cui pensare che è difficile distrarsi. Prima della gara penso spesso al mio “Babbo”, perchè so che mi guarda da casa quando sono all’estero. È un pensiero che gli va naturalmente, senza doverci pensare più di tanto. In allenamento invece è tanto gioco. Viene visto come sport monotono perchè magari praticato da nuotatori che vanno avanti e indietro, ma per noi è sport di squadra.