A Milano lo show simbolo dei Kataklò

A Milano lo show simbolo dei Kataklò

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

Dopo essere stati protagonisti di uno dei momenti di maggior spettacolo della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo, i Kataklò sono in scena al Teatro Carcano di Milano fino a domenica. Dal palco dell’Ariston dove hanno dato un tocco speciale a Mi sento bene di Arisa a quello del teatro milanese con Play, il loro show simbolo. Lo spettacolo è uno dei più grandi successi internazionali dei Kataklò che torna a grande richiesta in tournée in Italia dopo quasi dieci anni di tour mondiali di grande successo. L’inconfondibile stile visionario di Giulia Staccioli, fondatrice e coreografa della compagnia dal 1995, è al centro di questo show-simbolo della compagnia.

È stato appositamente ideato nel 2008 per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi della Cultura di Pechino su invito del Ministero della Cultura cinese, con l’alto patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell’Istituto Italiano di Cultura e dell’Ambasciata italiana. Nell’estate 2010 Play è stato protagonista di un lungo e applaudito tour in Brasile, mentre nel 2012 e nel 2017 ha conquistato il pubblico e la critica del Nord Europa e della Germania, per tornare di nuovo in Brasile nell’estate 2016 in occasione delle Olimpiadi di Rio de Janeiro Play è stato definito “una scossa dell’anima”. Strutturato in quadri, ha la capacità di inghiottire lo spettatore in un incantesimo ipnotico e immaginifico. Intuizioni geniali alludono al mondo acquatico di creature fantastiche che guizzano come sirene immerse in atmosfere lunari. I sette performer in scena giocano a costruire storie attraverso oggetti di uso comune che diventano strumenti per sperimentazioni beffarde o drammatiche: biciclette, una porta da calcio, una racchetta da tennis, palloni, occhiali e scarponi da sci, affreschi di sport che pulsano nel nero del palcoscenico ed esplodono in mille forme e colori. Cartoline di sport da luoghi ed epoche lontani, immagini e suoni che rimangono nella memoria. I corpi dei danzatori giocano e creano, sfidano e sperimentano. L’uomo viene visto attraverso i propri stessi limiti. Il traguardo raggiunto è una meta sudata, il podio una conferma della passione e della dedizione.

Dalla creatività sensibile ed ironica della coreografa scaturiscono visioni e variazioni capaci di cogliere nuove sfumature di discipline finalmente libere dalla tensione della competizione; un’entusiasmante alchimia – ottenuta grazie all’uso di un linguaggio semplice e universalmente comprensibile – tra l’energia dirompente del gesto atletico e l’armoniosa intensità della danza.

Uno spettacolo in cui gesti e movimenti si fanno arte. La bellezza diventa racconto universale. E le abilità tecniche e interpretative dei danzatori non possono lasciare indifferenti.