Il metodo Flylady

Il metodo Flylady

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Uno dei punti più dolenti per gli aspiranti organizzati è sicuramente la gestione della casa. Anche chi vive in un monolocale sa bene come la casa riesca a diventare una sorta di vampiro delle energie, al punto che certe volte tornare a casa dal lavoro significa semplicemente attaccare con un altro turno. Per limitare i danni, sono stati inventati diversi metodi di gestione delle pulizie domestiche: uno dei più famosi è sicuramente “Flylady”. Si tratta di un metodo americano e il fatto che sia nato in una cultura diversa da quella italiana è lampante. Soprattutto all’inizio, si basa su numerosi trucchetti motivazionali che potrebbero fare preoccupare amici e parenti, come post it appesi nell’armadietto del bagno e la raccomandazione di inviare e-mail del calibro di “Il mio letto è molto grazioso!”. In realtà, se si decide di superare il pregiudizio per addentrarsi nel metodo, si troverà un sistema magari non perfetto per tutti, ma comunque molto valido. Fondamentalmente, il sistema prevede di evitare le grandi pulizie, suddividendole invece in piccoli impegni giornalieri. L’idea di base è quella di combattere il perfezionismo: un’incombenza svolta, anche se non perfettamente, è sempre meglio di una rimandata. La cosa migliore per iniziare è farsi affiancare nel percorso da un gruppo, come quelli disponibili su Facebook. Tutti i materiali sono comunque reperibili online. L’introduzione al metodo consiste nei “babystep”, ossia “piccoli passi”: un percorso di un mese per creare una serie di abitudini. Anche in questo caso, ci si potrebbe imbattere in consigli che fanno storcere il naso: le scarpe in casa? «Giammai, e poco importa che siano pulite!» potrebbe pensare qualcuno. In realtà, la cosa migliore è seguirli pedissequamente, provare tutto, tentare di abituarsi e solo dopo eventualmente modificare qualcosa. Alla fine del mese, si avrà un piccolo ma utile bagaglio di buone abitudini: lavello sempre sgombro dai piatti, letto fatto, punti di accumulo del disordine stroncati sul nascere, orari più regolari…

Una volta consolidati i babystep si parte con il cuore del metodo. Questo prevede di dividere la casa in zone, procedendo ogni settimana a occuparsi di una zona diversa. Lo si fa attraverso delle “missioni”, ossia compiti giornalieri da suddividere a piacimento nel corso della settimana. Si tratta in genere di attività piuttosto brevi. Anche queste sono disponibili online e in particolare nei gruppi Facebook. Una volta a settimana, poi, è previsto l’”home blessing” (letteralmente, “benedizione della casa”), un’ora (teoricamente) di lavori fra cui cambio lenzuola e lavaggio pavimenti. Ogni giorno della settimana, nel metodo FlyLady, è poi dedicato a un’attività specifica: c’è il giorno anti procrastinamento, in cui fare tutte quelle cose che per un motivo o per l’altro vengono rimandate in continuazione, quello per le faccende da svolgere fuori casa, quello da dedicare a se stessi e simili.

Ora, come accennato, il metodo può non rivelarsi adatto a tutti. Per quanto personalizzabile, si tratta tendenzialmente di un sistema organizzativo piuttosto rigido e, soprattutto per chi lavora, magari cambiando anche spesso turno, può riservare qualche difficoltà. Tuttavia, provarlo può riservare in ogni caso delle piacevoli sorprese: la filosofia di base di procedere per piccoli passi, senza mirare al perfezionismo e senza farsi demoralizzare dal disordine, è sicuramente un valido punto di partenza.