La polvere sui libri – Chocolat di Joanne Harris

La polvere sui libri – Chocolat di Joanne Harris

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Le atmosfere rurali di un paesino francese, il fascino di un personaggio fuori dagli schemi, un tocco appena accennato di magia: ci sono ottimi motivi per cui “Chocolat” è diventato un romanzo (e poi un film) cult di inizio millennio.

Pubblicato nel 1999 da Joanne Harris, il romanzo è ambientato nel villaggio francese di Lansquenet in un’epoca indefinita. Il rigore morale degli abitanti farebbe pensare quantomeno alla metà del secolo scorso, ma in diversi momenti della narrazione fanno capolino dettagli come pizze surgelate da scaldare nel forno a microonde che costringono il lettore a ripensare il tutto. In ogni caso, questa indeterminatezza temporale contribuisce anche a regalare al romanzo il suo fascino. Nel bel mezzo della Quaresima, appare in paese Vianne Rocher, accompagnata dalla figlia Anouk. Una donna sola con una bambina sarebbe già sufficiente per fare aggrottare la fronte al parroco Reynaud, ma come se ciò non bastasse, Vianne apre la cioccolateria “La celeste praline”, in Quaresima e proprio davanti alla chiesa. Gli abitanti, dapprima malfidenti, iniziano cautamente ad avvicinarsi al locale, scoprendo che al suo interno non troveranno solo i loro dolci preferiti, ma anche una strada per dare una svolta alle loro esistenze. Reynaud, tuttavia, non ha intenzione di rimanere inerte a guardare la sua comunità cedere alle tentazioni e lasciarsi travolgere dal cambiamento. Ha inizio così una lotta: una lotta annunciata come se fosse quella tra il bene e il male, ma che in realtà vede contrapposti l’immobilità e il cambiamento. Un’opera che strizza l’occhio al realismo magico, capace di fare dimenticare per qualche ora il resto del mondo, persi nel profumo del cioccolato e nel calore del laboratorio di Vianne Rocher.

Il film, seppure meritevole, scivola nel tranello del lieto fine a tutti i costi e la trama viene complicata dallo “sdoppiamento” della figura di Reynaud. Da leggere anche “Le scarpe rosse”, seguito diretto di “Chocolat”, dove la dolcezza lascia il posto a retroscena più cupi e macabri, e “Il giardino delle pesche e delle rose”, terzo capitolo, in cui torna a riaffacciarsi il tema del “diverso”, con una serie di colpi di scena capaci di capovolgere le apparenze.