Leonardo Fabbri e l’atletica come divertimento

Leonardo Fabbri e l’atletica come divertimento

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Leonardo Fabbri è un astro emergente della nostra atletica. Il lanciatore di peso, nel gennaio 2018, ha realizzato la migliore prestazione italiana under 23 del peso indoor, con 19.95 a Padova, e poi in luglio quella all’aperto (20.07 a Leiria) e ha stupito a Vienna recentemente con un 20.20 che gli ha garantito la partecipazione agli Europei di marzo a Glasgow, oltre ad essere il lancio più lungo di un azzurro dal 2004. Accento toscano, leggerezza e idee chiare, Leonardo punta a migliorare e a arrivare alle Olimpiadi tra i grandi. L’abbiamo raggiunto a Tirrenia al Centro Olimpico mentre era in raduno con la Nazionale di lanci.

Come sei entrato nel mondo dell’atletica?

Ho iniziato a fare atletica a sei anni, ma sono sempre stato nei campi perchè il mio babbo correva. Crescendo, viste poi le mie dimensioni fisiche, non potevo fare altro che lanciare. Per fortuna sono passato ai lanci, anche se ho fatto un po’ di tutto, come corsa, salti e addirittura una gara di marcia. Poi piano piano mi sono specializzato nel peso. Con il mio fisico o potevo fare il disco o il peso e ho scelto quest’ultimo perchè mi piace e diverte di più.

Una giovane promessa, che promette bene: quali sono state le tue esperienze negative e positive finora?

La gara più bella per me è stata quella di Leiria in Portogallo, quando ho superato i 20 metri. Era un meeting internazionale, c’era gente forte, ma mi sono dovuto pagare il viaggio io. Allora mi sarebbero girate le scatole a fare una “garaccia”, mi sono impegnato per fare i 20 metri per qualificarmi agli Europei. Ho fatto 20.07 e quindi ero contentissimo! La più brutta invece gli Europei del 2017 Under 23 a Bydgoszcz in Polonia. Avevo fatto la qualificazione alla mattina e avevo la seconda miglior misura, dietro al polacco che ha fatto poi il record del mondo. I lanci successivi, sono stati: buono il primo, mentre il secondo e il terzo mi sono stati dati nulli (ingiustamente). Mi ha rovinato la gara e mi sono arrabbiato parecchio.


I tuoi progetti per il futuro, il 2019 sarà un anno importante immagino…Sogni le Olimpiadi?

L’obbiettivo di quest’anno è assolutamente quello di partecipare alle gare internazionali, quindi gli Europei che saranno a marzo a Glasgow, dove ho già il minimo e poi i Mondiali a Doha ad ottobre, per cui devo qualificarmi. Ciò mi permetterà di fare esperienza per l’anno successivo per partecipare alle Olimpiadi anche in un certo stato mentale. Avendo già gareggiato in competizioni importanti, sai come sarà più o meno un’Olimpiade. Però, il mio obiettivo non è quello di fare una buona Olimpiade a Tokyo, punto a quella di Parigi 2024 in cui sarei giusto come età ed esperienza. Quindi Tokyo 2020 come esperienza e buona gara, però se va bene, bene. Se va male pazienza, avrò fatto un buon bagaglio per il futuro.

Il passaggio da Junior a Senior: come è stato questo cambiamento?

Mi stimola molto di più. Penso di essere stato uno dei pochi contento di lanciare i sette chili, perchè alla fine alle Olimpiadi lanciamo quello e io non vedevo l’ora di iniziare. Ho sempre avuto una crescita costante fin da quando ero allievo e poi in Junior. Vuol dire che abbiamo lavorato gradualmente e non come fanno certi atleti che si formano per lanciare lontano solo il 5 e il 6 chili e poi arrivano al 7 non facendo quello che tutti si aspettano.

Nel tuo futuro vedi solo l’atletica o hai anche qualche altro obiettivo?

Alle superiori ho fatto l’Alberghiero, ma lavorare in un ristorante non mi piacerebbe. Al massimo mi aprirei un ristorante. Comunque spero di durare il più possibile nell’atletica, un lanciatore può arrivare anche fino ai 40-45 anni. Ad esempio, il mio allenatore ha smesso di lanciare a 46 anni. Spero in questo e magari di diventare anche un buon allenatore, visto che sto avendo basi, insegnamenti e nozioni molto importanti che spero di trasmettere.

Che cosa ti piace di più del tuo sport?

Il divertimento. L’Atletica non la fai per soldi, fama o chissà che. Ovviamente magari ad un certo livello sì. Quando finisco un allenamento, non vedo l’ora di iniziare quello dopo. Quando gareggio sono impaziente di salire di nuovo in pedana. Se non lo fai per divertimento, non hai neanche molti stimoli. Devo ringraziare anche l’Aeronautica Militare che mi permette di allenarmi nel migliore dei modi.

Hai battuto un record inviolato da quasi 40 anni. Come ti fa sentire?

Del 20 metri me lo aspettavo, in allenamento vedevo che lanciavo quelle misure e con i miei obiettivi tendo ad essere anche abbastanza alto. Mi piace sognare in grande e se arriva, bene, se non arriva pace. So di averlo raggiunto, ma anche che devo avere molti miglioramenti sia tecnici sia fisici. Da una parte mi fa paura pensare cosa posso fare, quindi niente, staremo a vedere!