Lo sport fa bene anche alla mente: ringiovanisce il cervello

Lo sport fa bene anche alla mente: ringiovanisce il cervello

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Nessuno può più dire che gli sportivi siano senza cervello. Anzi, il loro ha una marcia in più. Infatti, durante l’attività fisica il corpo produce l’ “ormone dello sport”: l’irsina. Il cui compito è bruciare i grassi e rafforzare le ossa. Questa molecola è secreta dall’apparato muscolare e raggiunge l’intero organismo viaggiando nel sangue. Un recente studio, coordinato dalla ricercatrice Fernanda de Felice dell’Università Federale di Rio de Janeiro, suggerisce che l’irsina potrebbe anche avere un’azione protettiva contro la demenza. In futuro, l’ormone potrebbe dunque essere utilizzato per sviluppare nuove terapie preventive e terapeutiche per l’Alzheimer. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno condotto dei test su dei topi da laboratorio. Nel corso del primo esperimento hanno privato i roditori dell’irsina: negli animali si sono così manifestati dei deficit cognitivi e di memoria simili a quelli causati dal morbo di Alzheimer. Durante un secondo test, gli scienziati hanno scoperto che somministrando ai topi l’ormone dello sport è possibile guarirli dai deficit cognitivi. I risultati ottenuti da questi primi studi sugli animali potrebbero consentire lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di agire sul ‘circuito dell’irisina’, utili per aiutare chi soffre di demenza e non può fare sport a rallentare parzialmente il decorso della patologia.

Un altro studio, condotto di recente da un gruppo di studiosi del Duke University Medical Center di Durham, sostiene che svolgere qualsiasi tipologia di esercizio aerobico tre volte alla settimana per sei mesi, senza interruzioni, può migliorare notevolmente le funzioni cognitive, ringiovanendo il cervello di circa nove anni. Per dimostrare questa tesi, gli scienziati hanno condotto dei test su 160 partecipanti con un’età media di 65 anni, tutti con lievi deficit cognitivi cognitivi e rischio di malattie cardiovascolari, e tutti totalmente lontani dall’idea di fare qualsiasi attività fisica. Li ha poi divisi in quattro gruppi così studiati: quelli sottoposti a una dieta cosiddetta Dash, ricca in fibre e vegetali e povera in prodotti animali e carne e per questo adatta a chi soffre di persone alta; quelli a cui è stato richiesto di praticare attività fisica aerobica per 35 minuti (più dieci di riscaldamento) al giorno. Quelli che hanno fatto entrambe le cose; quelli che non hanno fatto nulla, o meglio hanno ricevuto solo una consulenza telefonica sulla loro alimentazione senza però nessuna prescrizione.

I risultati sono stati forse prevedibili ma certamente netti: coloro che hanno fatto dieta e sport e coloro che hanno fatto solo sport hanno manifestato, dopo sei mesi di «trattamento» un miglioramento cognitivo (sulla base di un test effettuato prima e dopo) sensibile: l’età cognitiva media iniziale era di 93 anni, quella finale di 84. Coloro che erano stati sedentari non solo non hanno migliorato le proprie performance cognitive ma le hanno peggiorate. Sembrerebbe che lo sport e la dieta diano i migliori risultati se praticati insieme, ma che comunque lo sport aiuti di più di una alimentazione sana e controllata. I risultati di questa ricerca sembrano abbastanza chiara, ma meritano approfondimenti.

Un’altra ricerca differente come approccio arriva più o meno alla stessa conclusione. Ricercatori riuniti da London School of Economics e Stanford University hanno incrociato di dati di 391 ricerche esistenti con un totale di 39.700 persone coinvolte scoprendo che lo sport sarebbe efficace almeno quanto l’assunzione di farmaci nella lotta alla pressione arteriosa elevata. Ciò no vuol dire che basti correre su un tapis roulant per smettere di assumere medicine.