Ma le donne amano o odiano San Valentino?

Ma le donne amano o odiano San Valentino?

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Innanzitutto, sfatiamo il mito della donna che ama San Valentino: non esiste la donna che, a prescindere, ama questa festa.

Successivamente, sfatiamo il mito della donna che odia San Valentino: non esiste la donna che, a prescindere, odia questa festa.

Tutto più chiaro, ora? Si immagina di no. E l’intento era esattamente questo.

San Valentino arriva, ogni anno, in anticipo come il ciclo mestruale quando devi andare al mare: in anticipo, sì, perché non si limita a essere una celebrazione del 14 febbraio ma diventa una guerra fredda che coinvolge tutta la prima metà di febbraio, facendoci arrivare al tanto agognato giorno così nauseati che neanche dopo l’ennesimo panettone a gennaio. Una guerra perché iniziano a formarsi le fazioni: le donne si dividono come le acque del Mar Rosso, tra chi la celebrazione la apprezza e chi la detesta.

Insomma, quando si inizia a leggere “San Valentino sta arrivando!” sui palloncini delle gallerie dei supermercati, si inizia ad avvertire nell’aria più la minaccia che il romanticismo. Se sei un uomo, poi, cominci ad assaporare anche il terrore, perché – soprattutto all’inizio di una relazione – inizierai a chiederti se la tua compagna faccia parte dei Guelfi o dei Ghibellini e, di conseguenza, come comportarti.

Letteralmente impossibile, per cercare di chiarire i dubbi amletici iniziali, stabilire se le donne odino o amino San Valentino: la verità sembra essere che nemmeno le donne stesse lo sappiano, perché troppo legate alle etichette che vengono loro date in ogni caso.

La donna che ama San Valentino, infatti, è considerata sdolcinata e pateticamente romantica.

La donna che odia San Valentino, invece, è considerata grezza e mascolina.

In base all’etichetta che una donna sente pesarle di meno, sceglierà dove stare. Difficilmente dirà la verità, difficilmente esporrà il suo pensiero incontaminato dal timore di venire giudicata.

Nasce da qui, forse, la confusione maschile (bisogna dare loro atto che ce ne mettiamo parecchio del nostro, in effetti). Quindi, generalmente, capitano situazioni di vario tipo.

La prima è che lui si convinca che lei odi San Valentino, quindi la sera si presenta a casa a mani vuote sottolineando quanto la festa sia solamente una trovata commerciale, una celebrazione inutile e ricordando che “l’amore si dimostra ogni giorno”.

Lei risponderà: “Per caso hai già iniziato a farlo, che non me ne sono accorta?”, e lì dovrete pregare il Santo affinché non abbiate il suo stesso destino ovvero la decapitazione.

Non vi conviene giocare la carta dell’onestà dicendole che “questa festa non mi interessa, sarei un ipocrita a fingere!”: lei vi ricorderà che dovreste comunque farlo per rispetto nei confronti di chi da anni finge l’orgasmo.

Succede, comunque, anche il contrario.

Lui si presenta con un mazzo di rose rosse (che per quel giorno, ovviamente, costeranno il doppio), una scatola di cioccolatini e una cover con una fotografia di coppia. I più originali vanno da Swarovski, in genere. Ne è orgoglioso, ovviamente.

La reazione di lei sarà quella di ricordargli che nei giorni precedenti si è dimenticato di andare a ritirarle i vestiti in lavanderia, non ha fatto gli auguri di compleanno a sua madre e l’ha chiamata con il nome di una sua amica.

Anche in quel caso l’appello al Santo potrebbe fare il caso vostro.

No, non esiste soluzione. Arrendetevi al tragico destino di eterni erranti.

C’è solo un’unica vera, grande e assoluta verità.

Festa della mamma, festa dei nonni, festa della donna, San Valentino: è veramente potente la lobby dei fiorai.