Salimbeni (Anvgd): “Le Foibe sono state l’eliminazione del popolo italiano”

Salimbeni (Anvgd): “Le Foibe sono state l’eliminazione del popolo italiano”

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Subito dopo la Seconda guerra mondiale, nacque l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, per riunire gli esuli italiani che erano scappati dalle persecuzioni di Tito. Il compito, all’epoca, era quello di non far perdere i legami e di assistenza legale, lavorativa e sindacale. Oggi, spiega il responsabile della comunicazione nonché storico  Lorenzo Salimbeni, “l’Anvgd si occupa ancora di appoggiare le istanze di indennizzo di quanti sono creditori nei confronti dello Stato per i beni abbandonati, ma siamo soprattutto l’Associazione che mantiene la memoria storica di quegli eventi”.

In Italia, oggi, sono 15 mila gli iscritti in tutta Italia, in particolare nei 109 centri profughi dell’epoca. E si sono sentiti offesi anche loro dalle parole dell’Anpi di Rovigo: “Per noi ha risposto perfettamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella asserendo che non ci sono spazi per negazionismo e revisionismo. E che non è una questione che riguarda i fascisti, ma l’intero popolo italiano, che Tito cacciò ed eliminò dalla zona all’epoca”.

Memoria storica significa tante cose: “A ridosso del 10 febbraio, giornata del Ricordo, supportiamo le scuole e i Comuni mettendo a disposizione storici e docenti universitari. Ci sono ancora alcuni esuli che raccontano le loro esperienze di paura agli studenti. Le loro fughe, non solo nel nostro Paese, ma anche in Argentina, Australia, Canada e Stati Uniti, dove hanno costituito delle comunità”.

Vengono organizzate mostre: “Ce n’è stata una grande, nel 2015, al meeting di Cl di Rimini. E’ stata visitatissima. La settimana scorsa, al Parlamento europeo, l’abbiamo riproposta in scala e in lingua inglese, grazie all’interessamento dell’onorevole Elisabetta Gardini. Sono state organizzate anche due tavole rotonde per presentare all’Europa la nostra storia”. Non solo, in occasione della celebrazione per le Foibe di Basovizza era presente anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

E’ felice Salimbeni che si stia per costituire una Commissione parlamentare: “Un’organizzazione istituzionale potrà finalmente entrare negli archivi e nei documenti conservati oggi in Croazia,  Serbia e Slovenia. Potranno essere visionati i verbali dei processi sommari, l’elenco dei deportati che non sono mai tornati dai campi di concentramento. Così, forse, i parenti potranno sapere dove sono le tombe, piangere i propri cari e lasciare un fiore. Ci sono centinaia di casi. Ma proprio il fatto di non aver mai potuto visionare i documenti segreti dell’ex Jugoslavia ha impedito finora di fare una stima precisa dei morti, c’è chi dice 5, e chi 10 mila”.

Una delle città che più sta indagando è Gorizia: “Ha già fatto ricerche negli archivi italiani dei carabinieri e di altre forze dell’ordine. Hanno verificato alcuni rapporti. Del resto, 700 goriziani furono deportati all’epoca, è stata una delle città più provate. E di loro non si è più saputo nulla”. Nonostante la legge del 2004, lamenta Salimbeni, “sono proseguiti blocchi e chiusure. Anche politiche. Fortunatamente, ci sono delle leggi che prevedono stanziamenti finanziamenti per aiutare le famiglie a reperire notizie su parenti che all’epoca sparirono”. L’Anvgd è stato tra gli enti promotori del film ‘Rosso, Istria’, trasmesso pochi giorni fa dalla Rai e uscito al cinema a novembre: “Se ne parlava dal 2011-2012, ma sono passati anni prima di vederlo finalmente nelle sale. Anche Cristicchi con il suo Magazzino 18 ha divulgato informazioni. In passato, c’è stato ‘Il cuore nel pozzo’, sempre della Rai, dove però non era chiaro il contenuto politico.

Per ‘Rosso, Istria’, si sta studiando una versione ridotta per le scuole: “E vogliamo ottenere il doppiaggio in inglese per portare la pellicola anche in altri Stati”.